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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «M5S: FINALMENTE NUOVA PROPOSTA DI LEGGE PER IL DIRITTO AL RICONOSCIMENTO DELLE ORIGINI»

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16.00 - lunedì 1 giugno 2026

Di Luca Franceschi
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La deputata M5S Valentina D’Orso ha dichiarato che poter conoscere le proprie origini biologiche non è solo un desiderio ma innanzitutto un diritto per chi senta di volerlo esercitare. L’affermazione è stata fatta nel corso di una conferenza promossa dalla senatrice M5S Elisa Pirro, che si è tenuta venerdì 29 maggio a Palazzo Madama per la presentazione della proposta di legge n.2746 sul diritto al riconoscimento delle origini, di cui D’Orso è prima firmataria.

La senatrice Pirro ha osservato che la ricerca delle proprie origini è un passaggio chiave nel processo di definizione della propria identità, ed è doveroso e anche urgente avere una legge chiara che consenta finalmente di bilanciare i diritti dei figli di conoscerle con quelli delle madri che decidono di partorire mantenendo l’anonimato.

La proposta di legge M5S mira a superare la normativa italiana attuale ribattezzata “Legge del secolo”, secondo la quale nel caso di figlio non riconosciuto alla nascita, le informazioni concernenti l’identità dei genitori biologici possono essere fornite soltanto decorsi 100 anni. La legge, che prevede sostanzialmente un divieto assoluto per il figlio di conoscere le proprie origini biologiche, è stata censurata sia dalla Corte di Strasburgo che dalla Corte Costituzionale.

In virtù di tali censure la Corte di Cassazione prima e alcuni tribunali dei minorenni più sensibili al tema poi, hanno introdotto l’istituto dell’interpello per cui su istanza del figlio il giudice, in modo riservato, può disporre di far cercare la madre per chiederle se intenda rinnovare o revocare la volontà di rimanere anonima.

La deputata D’Orso ha spiegato che la proposta di legge a sua prima firma mira a recepire quanto le pronunce dei tribunali per i minorenni più lungimiranti e attenti, come quello di Roma, hanno già introdotto nell’ordinamento, andando a colmare un vuoto legislativo non più tollerabile, e consentendo una regolamentazione uniforme su tutto il territorio nazionale, ponendo fine ad una realtà in cui viene riservato un trattamento diverso a cittadini che si trovano nella stessa condizione e avanzano la stessa richiesta di poter conoscere le proprie origini solo perché la competenza appartiene a tribunali diversi.

Durante la conferenza sono intervenuti a distanza anche il giornalista Nello Trocchia, l’attore Sergio Castellitto, il cantautore Brunori Sas e il comico Roberto Lipari ad evidenziare il ruolo che il cinema ha giocato nel portare all’attenzione della politica, oltre che dell’opinione pubblica, un problema ed un limite normativo sconosciuti ai più.

Come ha evidenziato Castellitto, il tema è stato riportato all’attenzione generale, dopo anni di ombra, dal film “Il più bel secolo della mia vita” del regista Alessandro Bardani, con i protagonisti lo stesso Castellitto, Valerio Lundini e Brunori Sas che ne ha scritto e interpretato la colonna sonora, oltre che da una mozione depositata nel 2023 a Palazzo Madama dalla senatrice Elisa Pirro. L’attore ha osservato che è molto bello e significativo che un film abbia contribuito oggi alla nascita di una proposta di legge e forse domani a ad una legge dello Stato che finalmente affronti seriamente un tema così intimo e delicato.

Il regista Bardani nel corso della conferenza ha espresso l’auspicio che dopo il contributo fornito da questo film per far conoscere a tante persone questa battaglia così delicata, nel mondo politico possa sorgere la volontà trasversale di arrivare all’approvazione di questa legge presentata dall’onorevole D’Orso.

La conferenza stampa è stata arricchita dalle testimonianze di Luisa Di Fiore, dell’Associazione Figli Adottivi e Genitori Naturali, e di Vincenza Pasconcino, responsabile dell’Archivio storico del Brefotrofio.

La senatrice Elisa Pirro ha sottolineato che la potenza dell’emozione e della commozione suscitate in tante persone dalla visione del film ha un ruolo fondamentale per portare avanti una battaglia che riguarda il vissuto e la ricerca di sé stessi di circa quattrocentomila persone. Il vuoto normativo da colmare al più presto riguarda anche delicatissimi aspetti sanitari: ricostruire le origini biologiche è importante anche in termini di prevenzione e cura di svariate patologie.

La deputata D’Orso ha concluso affermando che essere figlio o figlia e vivere appieno l’identità di figlio o figlia è un diritto che appartiene a tutti, nessuno escluso, di cui è necessario tenere conto nella ricerca di un bilanciamento con il contrapposto diritto alla riservatezza dei genitori biologici. Ha espresso la speranza di aver trovato con questa proposta di legge questo delicato punto di equilibrio. Con essa si normano tutti gli aspetti fin dall’inizio, dall’informazione accurata che si deve fornire alla madre e anche al padre che manifestano l’intenzione di rimanere anonimi e che devono essere consapevoli di tutte le scelte che possono fare nell’immediato e nel futuro.

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