Di Luca Franceschi
///
Il Movimento 5 Stelle, attraverso le parole del vicepresidente Ettore Licheri, definisce come “fisiologica” l’agitazione che sta attraversando Fratelli d’Italia in questi giorni, interpretandola come la naturale conseguenza di un Paese che ha iniziato a rendersi conto di quello che viene definito il “bluff Meloni”.
Secondo Licheri, questa tensione interna al partito della premier si manifesta attraverso uscite pubbliche scomposte e rappresenta la reazione comprensibile dopo tre anni e mezzo di sostanziale immobilismo governativo. Il fenomeno, sostiene il parlamentare pentastellato, si è accentuato ancora prima della battuta d’arresto subita con il referendum.
La critica si concentra sulla situazione economica del Paese, con gli italiani che oggi si trovano a dover affrontare un generalizzato aumento dei costi. Alimentari, beni di prima necessità, affitti, bollette, carburanti e trasporti hanno tutti registrato incrementi significativi rispetto al 2022.
Particolare attenzione viene rivolta alla pressione fiscale, che ha raggiunto il 43,1%, un livello che viene descritto come una “vetta inesplorata” rispetto al periodo precedente l’insediamento del governo Meloni.
Il quadro economico viene completato dalla stagnazione degli stipendi e dal calo della produzione industriale, elementi che contribuiscono a delineare una situazione di difficoltà per le famiglie italiane.
Sul fronte dei servizi pubblici, viene evidenziata la criticità della sanità, con tempi di attesa per esami diagnostici come la TAC che possono arrivare fino a un anno, costringendo i cittadini a spostarsi anche a 200 chilometri da casa per ottenere un appuntamento.
L’analisi si estende poi alle promesse elettorali non mantenute, elencando una serie di impegni che il governo non è riuscito a portare a termine: l’autonomia differenziata, il premierato, la riforma della giustizia, il piano casa, il ponte sullo Stretto e l’obiettivo di produrre un milione di automobili in Italia.
Viene inoltre contestata quella che viene definita “la frottola della centralità del governo sullo scacchiere internazionale”, suggerendo che le ambizioni di leadership geopolitica dell’esecutivo non abbiano trovato riscontro nella realtà.
Il giudizio finale sulla squadra di governo è particolarmente severo, descrivendola come “imbarazzante” e costantemente alle prese con questioni che vanno dal gossip alle polemiche alimentari, dai pesci d’aprile rivolti alle imprese fino ai consigli poco appropriati su come evitare i droni e altre situazioni che generano imbarazzo.
Licheri conclude osservando come questa serie ininterrotta di gaffe e errori di valutazione renda del tutto comprensibile l’attuale stato di agitazione che attraversa il partito della premier.
