Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle raccoglie con preoccupazione gli allarmi lanciati dalla Fondazione Gimbe in merito all’autonomia differenziata in ambito sanitario. Durante l’audizione odierna presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato, sono emerse criticità significative riguardo agli schemi di pre-intesa sottoscritti da quattro regioni del Nord Italia.
Il Presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, intervenuto per analizzare gli accordi siglati da Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria, ha richiesto una moratoria immediata. La sospensione dell’iter di trasferimento delle ulteriori competenze sanitarie alle Regioni dovrebbe protrarsi almeno fino alla definizione compiuta dei Livelli essenziali di prestazione in ambito sanitario.
Secondo quanto evidenziato dall’esperto, risulta indispensabile quantificare preventivamente i costi relativi ai Lep e adottare un sistema nazionale di monitoraggio che valuti l’impatto sulla salute dei cittadini e sul loro effettivo accesso alle cure. Le quattro regioni coinvolte partono da condizioni molto differenti tra loro, rendendo rischioso procedere con schemi di intesa sostanzialmente omogenei.
Cartabellotta ha inoltre sottolineato un principio fondamentale: prima di attribuire nuove competenze agli enti territoriali, occorre garantire che i diritti già previsti dalla normativa vigente siano realmente esigibili in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale.
La situazione attuale dimostra invece il contrario. I divari tra Nord e Sud del Paese e tra grandi centri urbani e aree interne continuano ad ampliarsi progressivamente. Il diritto costituzionale alla salute non può essere subordinato alla residenza geografica dei cittadini né dipendere dal loro codice di avviamento postale.
Per queste ragioni, il Movimento 5 Stelle ribadisce la propria ferma opposizione alla legge sull’autonomia differenziata, definita come provvedimento spacca-Italia, e a qualsiasi ulteriore forma di autonomia regionale in ambito sanitario. La proposta alternativa avanzata dal M5S prevede una riforma organica del Titolo V della Costituzione con il ripristino del controllo statale sulla sanità, unica strada per garantire effettivamente il diritto alla salute a tutti i cittadini italiani senza discriminazioni territoriali.
