(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
Ospedale Santa Chiara: l’ennesimo episodio di aggressività riaccende il tema della sicurezza. Non si possono lasciare soli operatori sanitari e addetti alla vigilanza.
La UIL FP del Trentino e la UIL Trasporti del Trentino a nome dei due Segretari Generali Provinciali Giuseppe Varagone e Nicola Petrolli , esprimono forte preoccupazione per quanto accaduto nel tardo pomeriggio di sabato 27 giugno presso l’Ospedale Santa Chiara di Trento, dove gli addetti alla vigilanza sono stati chiamati a intervenire in più occasioni per gestire una situazione di forte criticità all’interno di un reparto, a supporto del personale sanitario e per garantire la sicurezza di pazienti, operatori e utenti.
Si tratta dell’ennesimo episodio che conferma come il livello di tensione e di rischio all’interno delle strutture sanitarie sia in costante aumento e come, troppo spesso, siano proprio gli operatori a dover affrontare situazioni di potenziale pericolo senza un’organizzazione adeguata e senza il necessario supporto.
La politica e ASUIT devono assumersi le proprie responsabilità. Non è più accettabile che operatori sanitari e addetti alla vigilanza vengano lasciati soli nella gestione di episodi di violenza che mettono seriamente a rischio la loro incolumità.
Una delle principali criticità riguarda proprio il personale addetto alla vigilanza. Gli operatori impiegati presso l’ospedale sono infatti assunti con un contratto di portineria, ma nella realtà quotidiana vengono chiamati a svolgere attività di vigilanza vera e propria. Intervengono nella gestione di persone aggressive, di situazioni di forte tensione e di emergenze che richiedono competenze, formazione e tutele ben diverse rispetto a quelle previste dal loro inquadramento contrattuale.
È una situazione che la UIL FP del Trentino e la UIL Trasporti del Trentino denunciano da tempo. Non è più tollerabile che lavoratori inquadrati contrattualmente per servizi di portineria vengano utilizzati, di fatto, come personale di sicurezza, assumendosi responsabilità enormi senza un adeguato riconoscimento professionale, senza una formazione specifica e senza strumenti idonei a garantire la loro sicurezza.
Allo stesso tempo, anche il personale sanitario continua a operare in un contesto sempre più difficile, trovandosi con crescente frequenza a fronteggiare episodi di aggressività verbale e fisica. La tutela della sicurezza deve riguardare tutti i lavoratori che operano all’interno delle strutture sanitarie.
Per questo chiediamo che ASUIT, insieme alla Provincia e alle aziende affidatarie del servizio, intervenga con urgenza adottando misure concrete: un rafforzamento dell’organizzazione della sicurezza, protocolli operativi chiari, un numero adeguato di operatori, una formazione specifica e un corretto riconoscimento delle attività realmente svolte dagli addetti alla vigilanza.
La UIL FP del Trentino e la UIL Trasporti del Trentino esprimono la propria vicinanza agli operatori coinvolti e ribadiscono che non si può più attendere. La sicurezza non può essere affidata esclusivamente al senso del dovere e alla professionalità dei lavoratori.
Chi ogni giorno tutela la sicurezza degli altri ha il diritto di lavorare in condizioni di sicurezza. È tempo che la politica e ASUIT trasformino le parole in fatti concreti, prima che episodi come questo abbiano conseguenze ancora più gravi.
*
Giuseppe Varagone
Segretario Generele Provinciale della UIL FP Settore Sanità e P.A.
Nicola Petrolli
Segretario Generale Provinciale UIL Trasporti
