Di Luca Franceschi
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Il senatore Mario Turco del Movimento 5 Stelle ha sollevato forti critiche nei confronti della strategia governativa per Leonardo, accusando l’esecutivo di orientare l’azienda verso una logica di economia di guerra. Secondo il vicepresidente M5S e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, la questione non riguarda tanto il profilo personale del nuovo amministratore delegato, quanto piuttosto le implicazioni politiche di questa scelta.
La direzione impressa dal governo, secondo Turco, punta a trasformare Leonardo in un’azienda sempre più focalizzata sul comparto degli armamenti e della missilistica. Questa strategia rischia di lasciare in secondo piano settori altrettanto strategici come Aerostrutture, oltre a mettere in discussione la tutela dei siti produttivi italiani, l’occupazione e il ruolo dei comparti civili e dual use del gruppo.
Il senatore ha definito grave questa scelta, interpretandola come la conferma di una precisa torsione politica. Il governo Meloni, a suo avviso, non si limiterebbe più a sostenere l’industria della difesa, ma starebbe imprimendo al Paese una vera e propria svolta bellicistica, sposando concretamente una logica di economia di guerra.
L’orientamento crescente verso la produzione militare di una grande partecipata strategica dello Stato comporta il rischio concreto di penalizzare o marginalizzare progressivamente altri settori e divisioni di Leonardo. Tra questi figurano l’aeronautica, le tecnologie duali, lo spazio, la cyber-sicurezza e l’innovazione avanzata.
Per questo motivo, il Movimento 5 Stelle intende chiedere al governo di chiarire senza ambiguità se l’intenzione sia quella di trasformare Leonardo in un campione quasi esclusivamente militare. Tale trasformazione comporterebbe il sacrificio progressivo degli altri asset strategici del gruppo, con il conseguente indebolimento della sua funzione industriale nazionale.
Particolare urgenza riveste la questione di Aerostrutture, sulla quale il governo non ha ancora risposto alle diverse interrogazioni parlamentari già presentate in Senato. Su questa divisione gravano interrogativi di enorme portata riguardo al destino dei siti italiani, alla tutela dei lavoratori, al rischio di trasferimento all’estero di produzioni e competenze.
Preoccupa inoltre la prospettiva di accordi con partner esteri che potrebbero ulteriormente svuotare capacità industriale e valore aggiunto nel nostro Paese. Su questi aspetti cruciali, secondo Turco, il governo deve assumersi fino in fondo la responsabilità politica delle proprie scelte.
Il senatore ha concluso sottolineando che Leonardo non può essere ridotta a un semplice ingranaggio di una politica interamente concentrata sulla corsa al riarmo. Il governo, secondo il rappresentante del M5S, dovrebbe avere almeno il coraggio di esporre apertamente la propria strategia in Parlamento.
