Di Luca Franceschi
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I dati diffusi da Eurostat smontano la narrazione propagandistica del Governo Meloni sull’occupazione. Secondo i parlamentari del Movimento 5 Stelle nelle commissioni Lavoro di Camera e Senato, non si tratta del tanto decantato “miracolo italiano”, ma di una realtà ben diversa.
L’Italia si conferma fanalino di coda in Europa per tasso di occupazione, registrando un divario negativo dell’8,5% rispetto alla media dell’Unione Europea. La situazione appare ancora più preoccupante se confrontata con altri Paesi del continente.
Nel corso dell’ultimo anno, nazioni come la Spagna e perfino la Grecia hanno fatto registrare un incremento della forza lavoro superiore a quello italiano, evidenziando le difficoltà strutturali del nostro mercato del lavoro.
Particolarmente grave risulta il dato sul divario di genere. Nel 2025 l’Italia si è classificata come il Paese europeo con la maggiore distanza tra occupazione maschile e femminile, raggiungendo praticamente il doppio della media continentale.
Questo rappresenta un fallimento evidente delle politiche dell’esecutivo, il primo guidato da una donna, che finisce per penalizzare soprattutto le lavoratrici e dimostra l’assenza di interventi strutturali efficaci per colmare il gap occupazionale di genere.
I rappresentanti pentastellati sottolineano come le dichiarazioni governative non corrispondano alla realtà dei fatti. Secondo la loro analisi, servono misure concrete per il lavoro, per l’occupazione stabile e di qualità, e per ridurre i divari territoriali e di genere che ancora caratterizzano il panorama lavorativo italiano.
La conclusione dei parlamentari del M5S è che gli italiani abbiano ormai compreso la differenza tra propaganda e realtà, chiedendo politiche del lavoro più incisive e strutturate.
