Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle non voterà nessun emendamento sulle preferenze nella riforma della legge elettorale. L’annuncio arriva dal capogruppo M5S alla Camera, Ricciardo Ricciardi, che attraverso i social ha commentato la posizione del governo accusando la maggioranza di proporre l’ennesima fregatura al Paese.
Secondo quanto emerge dall’analisi tecnica presentata dai pentastellati, basata su tremila simulazioni effettuate, se dovesse essere approvato l’emendamento presentato da Fratelli d’Italia, gli effetti sarebbero particolarmente penalizzanti per la democrazia rappresentativa. Un partito con un consenso superiore al 20 per cento eleggerebbe circa il 70 per cento dei suoi parlamentari nominandoli come capilista bloccati.
La situazione appare ancora più critica per i partiti di dimensioni medie e piccole. Un partito con un consenso del 10 per cento eleggerebbe il 94 per cento dei parlamentari con capilista bloccati, mentre un partito con un consenso del 5 per cento arriverebbe al 99,2 per cento dei suoi parlamentari eletti attraverso questo meccanismo.
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle sottolinea come, qualora dovesse passare il testo della maggioranza, gli emendamenti che introdurrebbero delle vere preferenze, come quello presentato dallo stesso M5S, verrebbero dichiarati preclusi dalla presidenza della Camera, con conseguente decadenza e mancata votazione.
L’accusa rivolta alla presidente del Consiglio e al suo partito è di non volersi assumere la responsabilità politica dell’operazione, spacciando come sempre un provvedimento con un titolo opposto a quello del contenuto effettivo. Una critica dura che evidenzia la distanza tra quanto annunciato e quanto effettivamente realizzato con la proposta di riforma.
Il Movimento 5 Stelle annuncia battaglia parlamentare, dichiarando che utilizzerà tutti gli strumenti previsti dal regolamento della Camera per bloccare quella che viene definita una presa in giro, compreso il ricorso al voto segreto. I deputati e le deputate pentastellati hanno già fatto sapere che voteranno compattamente contro la proposta della maggioranza.
