Di Luca Franceschi
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L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale si trova al centro di pesanti accuse che riguardano presunte nomine e promozioni che non rispetterebbero i criteri di trasparenza e meritocrazia. La questione è stata sollevata dalla deputata del Movimento 5 Stelle in commissione Lavoro, che ha denunciato quella che considera una vera e propria occupazione politica delle strutture pubbliche da parte dell’attuale maggioranza di governo.
Secondo quanto denunciato, l’ente previdenziale rischierebbe di diventare un nuovo terreno di spartizione del potere. Al centro delle contestazioni c’è in particolare l’imminente nomina di Alessandro Di Meglio al coordinamento dell’area legale dell’Istituto. Questa scelta solleverebbe dubbi a causa dei suoi legami politici con Fabio Vitale e con l’area riconducibile al ministro Lollobrigida, configurando un quadro di possibile ingerenza politica nelle nomine tecniche.
Ma le criticità non si fermerebbero qui. A rendere ancora più controversa la situazione è quanto emerso dalle pagine del quotidiano Domani, che ha riportato la notizia di una possibile promozione di Enrica Conte, ritenuta vicina al presidente Fava, senza che questa avvenga attraverso il regolare svolgimento di un concorso pubblico. Una modalità che verrebbe considerata un precedente estremamente grave, in grado di calpestare ogni principio di imparzialità e correttezza amministrativa che dovrebbe guidare la gestione della cosa pubblica.
Di fronte a questo scenario, è stata avanzata una richiesta esplicita alla ministra Calderone affinché intervenga con urgenza sulla vicenda. Secondo i Cinque Stelle, non sarebbe accettabile che il principale ente previdenziale del Paese venga amministrato come se fosse una rete di relazioni personali e di fedeltà politiche, piuttosto che secondo criteri oggettivi e trasparenti.
La richiesta che emerge è quella di garantire trasparenza immediata su tutte le nomine, gli incarichi e le promozioni all’interno dell’INPS. L’appello è chiaro: bisogna porre fine a quella che viene definita una colonizzazione delle istituzioni, ripristinando il principio del merito e della regolarità delle procedure nelle scelte che riguardano i vertici e i ruoli di responsabilità all’interno dell’Istituto previdenziale.
