Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, interviene criticamente sulla questione delle accise sui carburanti. Secondo il politico, il taglio annunciato dal governo rappresenta una “colossale presa in giro”. I 25 centesimi promessi comporteranno un costo di quasi 600 milioni di euro, che ricadranno non sulle spalle delle aziende petrolifere, bensì sui contribuenti italiani.
L’esponente della sinistra sottolinea come l’esecutivo continui a proteggere i giganti del settore energetico, che a partire dal 2022 hanno accumulato oltre 80 miliardi di euro in extraprofitti. Nel frattempo, il carico economico viene trasferito sulla cittadinanza. Bonelli rileva che manca il coraggio politico di sottoporre a tassazione chi ha realizzato questi guadagni, nonostante gli strumenti necessari esistano già e fossero stati precedentemente individuati dal governo Draghi.
Le sanzioni previste vengono definite dal deputato come “una beffa”. Si tratta di ammende pari allo 0,1% del fatturato giornaliero, equivalenti a circa 200 mila euro. Tali penalizzazioni non colpiscono chi aumenta artificialmente i prezzi, ma solamente chi viola le procedure amministrative. Una misura che Bonelli considera completamente inefficace nel contrastare la speculazione.
Secondo l’analisi di Bonelli, la politica energetica governativa favorisce gli interessi della lobby del gas e incrementa la dipendenza energetica del Paese invece di diminuirla. Le famiglie italiane hanno subito un raddoppiamento delle bollette mentre contemporaneamente vengono ostacolati gli investimenti in energie rinnovabili. Nel 2025 le installazioni di fonti pulite hanno registrato un calo del 27%, e nuovi vincoli normativi rischiano di bloccare fino al 72% dei progetti previsti.
Per invertire questa tendenza, Bonelli propone un cambio radicale di direzione. Tra le priorità figurano l’introduzione di una tassazione sugli extraprofitti, lo scorporamento del prezzo del gas da quello dell’energia elettrica, e un significativo aumento degli investimenti nel settore delle energie rinnovabili. Questi interventi, secondo il politico, permetterebbero di ridurre le bollette e garantire una vera autonomia energetica al territorio nazionale.
Bonelli conclude esprimendo preoccupazione sulla posizione dell’Italia rispetto alle politiche climatiche europee. La battaglia contro l’Ets rappresenta secondo lui una scelta conservatrice che isola il Paese a livello internazionale. Questa strategia, sostiene, non difende gli interessi nazionali reali, bensì condanna l’Italia a rimanere prigioniera della dipendenza dal gas e dalle dinamiche speculative dei mercati energetici.
