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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «GOVERNO, M5S: ANCHE PATTO UE E GAS RUSSO DIMOSTRANO LIQUEFAZIONE ESECUTIVO MELONI»

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15.01 - lunedì 13 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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**Movimento 5 Stelle critica le scelte del governo Meloni su Europa e politica energetica**

I parlamentari del Movimento 5 Stelle delle commissioni bilancio, finanze e attività produttive denunciano quello che definiscono un clamoroso fallimento delle scelte dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Secondo i pentastellati, dopo la sconfitta sul referendum sulla giustizia, anche le recenti decisioni riguardanti il Patto di stabilità europeo e la questione del gas russo evidenziano la “liquefazione” dell’attuale governo.

La critica si concentra sulla posizione contraddittoria assunta dall’esecutivo su diversi fronti strategici. Da un lato, il ministro dell’economia Giorgetti aveva inizialmente definito il Patto di stabilità come un “buon compromesso” e addirittura “migliorativo” rispetto al precedente, per poi scoprirne successivamente l’effetto paralizzante sull’azione economica italiana e richiederne la sospensione.

Dall’altro lato, emerge la questione energetica con il capo dell’Eni Descalzi che, dopo la sua recente riconferma, avanza richieste per la riattivazione degli acquisti di gas russo a causa della crisi energetica in corso.

Il Movimento 5 Stelle sottolinea come per quattro anni l’esecutivo abbia parlato agli italiani di responsabilità, di rinnovata centralità del governo Meloni, di necessità di diversificazione geografica delle fonti energetiche e delle catene di approvvigionamento. Tuttavia, di fronte alla crisi di Hormuz e alle prime difficoltà nelle forniture dal Qatar, il governo si ritrova a dover considerare un ritorno alla Russia come fornitore energetico.

I parlamentari pentastellati evidenziano un aspetto poco noto al pubblico: l’Unione Europea non ha mai completamente interrotto gli acquisti di gas russo, che attualmente soddisfa ancora il 12-15% dei consumi europei, per un totale di 35-40 miliardi di metri cubi. Questa situazione assume particolare rilevanza considerando che i divieti europei di acquisto di gas russo non sono ancora completamente operativi: scatteranno il primo gennaio 2027 per il gas naturale liquefatto e il 17 giugno 2027 per il gas trasportato via tubo.

La concomitanza temporale viene definita “drammatica” sia per il governo Meloni che per l’Unione Europea guidata da von der Leyen. Prima ancora che entrino in vigore i divieti europei, rappresentanti del governo e il vertice della principale società energetica italiana ammettono implicitamente che le decisioni prese finora costituiscono un errore strategico.

Il Movimento 5 Stelle respinge anticipatamente ogni tentativo di presentare questa situazione come una vittoria di Putin, concentrando invece l’attenzione su quello che considera il vero problema: un governo definito “irrilevante e dannoso”, incapace di mantenere una rotta politica coerente e costantemente alla mercé delle dinamiche internazionali, senza una strategia propria.

La critica si conclude con un giudizio severo sulle prospettive economiche del Paese. Secondo i parlamentari M5S, l’imminente stagnazione o recessione, dopo quattro anni caratterizzati da una crescita praticamente nulla, rappresenta la conferma definitiva del fallimento delle politiche governative.

**Interrogazione parlamentare sul memorandum militare Italia-Israele**

Il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, ha annunciato il deposito di un’interrogazione parlamentare a risposta orale in Aula, firmata dall’intero gruppo pentastellato al Senato. L’atto è rivolto ai ministri della Difesa e degli Esteri e riguarda il memorandum d’intesa tra Italia e Israele in materia di cooperazione militare e della difesa, che si è automaticamente rinnovato per altri cinque anni.

L’interrogazione chiede chiarimenti immediati sulle intenzioni del governo riguardo a questo accordo, specificando che esiste ancora la possibilità di sospenderlo in qualsiasi momento. Il memorandum in questione riguarda aspetti estremamente delicati della cooperazione tra i due Paesi, includendo settori militari, industriali, tecnologici, addestrativi e informativi.

Il senatore Turco sottolinea come l’accordo assuma oggi un rilievo politico, morale e giuridico di straordinaria gravità, considerando gli sviluppi della situazione in Medio Oriente e le contestazioni internazionali rivolte al governo israeliano. Il riferimento è al procedimento in corso presso la Corte internazionale di giustizia e alle gravi accuse formulate in sede internazionale sulla condotta di Israele nella Striscia di Gaza.

Secondo il Movimento 5 Stelle, il governo italiano non può continuare a mantenere silenzio o ambiguità su questa questione, né può permettere il rinnovo automatico di un accordo di cooperazione militare così rilevante semplicemente per inerzia.

L’interrogazione richiede specificazioni precise sui tempi e le modalità attraverso cui l’Italia potrebbe impedire il rinnovo automatico del memorandum. Vengono inoltre richiesti dettagli sulle attività concrete svolte negli ultimi cinque anni in attuazione dell’intesa, sui possibili accordi applicativi o programmi congiunti attualmente vigenti, e su eventuali atti, autorizzazioni o forme di cooperazione realizzate dal 2022 a oggi nell’ambito di questo quadro bilaterale.

Il Movimento 5 Stelle considera inaccettabile che il Parlamento e i cittadini rimangano all’oscuro su un accordo che coinvolge il settore militare e della difesa in una fase così delicata sul piano internazionale. Mantenere in vigore l’intesa militare viene definito una scelta politica “gravissima”, incompatibile con i principi costituzionali, con il dovere di coerenza internazionale dell’Italia e con la tutela dei diritti umani.

La richiesta finale è per una presa di posizione chiara da parte del governo: fermare il rinnovo del memorandum con Israele oppure assumersi completamente la responsabilità politica di mantenerlo operativo.

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