Di Luca Franceschi
///
A poche settimane dalla scadenza del contratto a tempo determinato, circa millecinquecento lavoratori dell’Ufficio per il processo si trovano in una situazione di totale incertezza sul loro futuro professionale. Si tratta di personale che per anni ha contribuito in maniera determinante allo smaltimento dell’arretrato giudiziario, svolgendo un ruolo fondamentale per evitare il collasso del sistema giustizia italiano.
Nonostante l’importanza del lavoro svolto, questi dipendenti non hanno ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale su cosa accadrà loro a partire dal mese di luglio. La mancanza di risposte concrete da parte del governo sta generando forte preoccupazione tra i diretti interessati.
La situazione appare ancora più critica se si considera che anche coloro che dovessero essere stabilizzati corrono il rischio concreto di subire un demansionamento. Inoltre, potrebbero essere trasferiti lontano dalle sedi in cui hanno prestato servizio fino ad oggi, secondo una logica emergenziale volta semplicemente a colmare le carenze di organico nelle varie sedi giudiziarie del Paese.
Il senatore del Movimento Cinque Stelle Luigi Nave lancia un appello diretto all’esecutivo, chiedendo interventi immediati prima che la situazione diventi irreversibile. La richiesta è duplice: procedere alla stabilizzazione di tutto il personale dell’Ufficio per il processo e riconoscere formalmente la figura professionale del Funzionario Upp.
Secondo il parlamentare pentastellato, dopo una serie di provvedimenti considerati fallimentari e leggi giudicate favorevoli all’impunità, l’amministrazione guidata dal presidente del Consiglio Meloni e dal ministro della Giustizia Nordio dovrebbe compiere almeno questo gesto concreto a favore del sistema giudiziario, prima di concludere il proprio mandato.
