Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle interviene in vista del vertice di maggioranza sulla giustizia previsto per oggi, sollevando dubbi sulla direzione che il governo intende prendere. Secondo i rappresentanti pentastellati nelle commissioni Giustizia di Camera e Senato, l’incontro dovrebbe chiarire se si continuerà ad assecondare Forza Italia, che vorrebbe ignorare l’esito del referendum costituzionale di marzo proseguendo con provvedimenti per l’impunità e iniziative ostili verso la magistratura, oppure se prevarrà il buonsenso con interventi più urgenti e necessari per il Paese.
Il sistema giudiziario italiano attraversa una fase di grave difficoltà che si aggrava di mese in mese. Con l’attuale governo si è assistito al blocco degli investimenti destinati alle assunzioni straordinarie, e solo quelle già programmate nella precedente legislatura insieme a quelle finanziate dal Pnrr hanno permesso di tamponare parzialmente l’emergenza.
Il processo penale telematico continua a rappresentare un calvario da oltre un anno e mezzo, mentre gli uffici del Giudice per le indagini preliminari di Roma e Milano hanno dichiarato di non riuscire più a garantire nemmeno le attività ordinarie. La situazione degli uffici del Giudice di Pace su tutto il territorio nazionale è particolarmente critica, con carenze di personale allarmanti e in alcuni casi persino l’assenza di connessioni internet adeguate.
Nonostante questo quadro drammatico, parte del governo continua a concentrarsi su misure che rischiano di far saltare migliaia di processi attraverso modifiche alla prescrizione, di ostacolare le indagini sugli smartphone sequestrati ai soggetti indagati o di introdurre nuove forme di pressione nei confronti della magistratura.
I rappresentanti del M5S sottolineano come fino ad oggi il governo Meloni abbia accumulato errori e provocato danni, auspicando che almeno nel finale della legislatura si possa evitare di commetterne altri. Le richieste specifiche riguardano l’annullamento o il rinvio dell’introduzione del Gip collegiale, che rappresenterebbe il colpo definitivo a uffici già in enorme difficoltà, la risoluzione dei problemi del processo telematico, la garanzia di stabilità all’Ufficio per il Processo secondo il modello finora applicato in Italia e un intervento deciso sull’emergenza carceraria.
In attesa degli esiti del vertice odierno, i pentastellati si chiedono se esista un limite all’impudenza mostrata finora dall’esecutivo su questi temi cruciali per il funzionamento dello Stato di diritto.
