(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’Agenzia per la cybersicurezza oggi afferma che la funzionalità di controllo remoto del software Ecm installato nei pc degli uffici giudiziari è sempre rimasta disabilitata e che un eventuale utilizzo improprio di permessi amministrativi da parte del personale tecnico del Ministero lascerebbe comunque traccia nei log di sistema.
Evidentemente qualcuno fa finta di non capire, dal momento che la trasmissione Report ha mostrato come un magistrato e un tecnico abbiano effettuato, a titolo dimostrativo, proprio un accesso privo di autorizzazione dell’utente e non rilevabile dallo stesso.
Ricordiamo anche come Report abbia svelato con elementi solidi che a partire dal 2024 era diventato chiaro il pericolo di un utilizzo distorto di Ecm e che ad alcune procure l’installazione del software, anche dopo gli allarmi emersi, sarebbe stata imposta proprio su indicazione di Palazzo Chigi.
Infine, da quanto abbiamo appreso, è recentemente emerso che i file del log di sistema possano essere cancellati, contrariamente a quanto affermato dall’Agenzia.
Su questi punti dirimenti attendiamo ancora risposte chiare e basate su prove certe. La questione è troppo seria perchè ci siano risposte carenti e superficiali, qui sono in gioco la riservatezza del lavoro dei magistrati, l’indipendenza del potere giudiziario e la stessa sicurezza nazionale.
Lo afferma il deputato M5S Alfonso Colucci, capogruppo in commissione Affari Costituzionali.
