Di Luca Franceschi
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Un’operazione dei Carabinieri di Caserta ha portato alla luce una realtà allarmante: lavoratori agricoli, in prevalenza di nazionalità indiana e in situazione di irregolarità amministrativa, costretti a turni estenuanti fino a 14 ore per una retribuzione di soli 3 euro all’ora. Le condizioni di sfruttamento risultano ancora più gravi considerando che questi braccianti venivano esposti allo spargimento di pesticidi senza alcuna protezione e privati del diritto al riposo settimanale.
Fiorella Zabatta, co-portavoce di Europa Verde ed esponente di AVS, elogia il lavoro svolto dal Nucleo ispettorato del lavoro dei Carabinieri di Caserta e dal Comando provinciale di Napoli per aver smascherato questa situazione vergognosa per il Paese.
Tuttavia, secondo Zabatta, quanto emerso non rappresenta un episodio isolato bensì l’espressione di un sistema strutturale di sfruttamento. Il fenomeno del caporalato e del lavoro nero costituisce una piaga diffusa nell’agricoltura italiana, estesa da nord a sud, e richiede interventi sistematici e coordinati per essere contrastato efficacemente.
Il contrasto a questo sistema necessita di investimenti significativi in risorse e controlli. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro attualmente dispone di una dotazione organica di 7.776 unità, ma soltanto 5.176 dipendenti risultano effettivamente in servizio, configurando un deficit di oltre 2.600 posizioni. Secondo l’esponente di AVS, il Governo Meloni interviene in ritardo e con misure insufficienti per colmare un divario strutturale che persiste da anni, mentre nei campi continuano a verificarsi sfruttamento e decessi.
Le soluzioni proposte includono il rafforzamento della presenza degli ispettori sul territorio attraverso un piano straordinario e strutturale, nonché l’implementazione di percorsi di regolarizzazione per i lavoratori in condizioni di ricatto dovute alla mancanza di documentazione. È proprio l’irregolarità amministrativa che rende questi lavoratori vulnerabili e facilmente ricattabili, alimentando così il ciclo dello sfruttamento.
Zabatta sottolinea che un’economia fondata sullo sfruttamento di esseri umani rappresenta un modello inaccettabile e insostenibile dal punto di vista etico e sociale. Gli annunci e le dichiarazioni di intenti non sono sufficienti: è necessaria una risposta concreta e duratura al fenomeno.
