Di Luca Franceschi
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In Alto Adige operano attualmente 235 assistenti domiciliari all’infanzia, comunemente note come Tagesmutter, che si occupano di oltre 1.000 bambini in età compresa tra i 3 mesi e l’ingresso alla scuola dell’infanzia. Insieme ai posti disponibili negli asili nido e nelle microstrutture per la prima infanzia, l’offerta di assistenza alla prima età risulta capillare e variegata per le famiglie altoatesine.
Sono in corso le trattative finalizzate a garantire una migliore retribuzione per il servizio di assistenza domiciliare all’infanzia. La Giunta provinciale ha assunto il 24 aprile una decisione rilevante in merito: la tariffa oraria convenzionale sarà aumentata, con effetto retroattivo da gennaio 2026, passando da 10,20 euro a 11,60 euro, e l’Amministrazione provinciale copriranno i costi aggiuntivi derivanti da questa modifica.
Le tariffe a carico dei genitori, attualmente comprese tra 0,90 e 3,65 euro per ora di assistenza, resteranno invariate. L’assessora alla Famiglia Rosmarie Pamer ha dichiarato che le assistenti domiciliari offrono un contributo essenziale per permettere la conciliazione tra famiglia e lavoro. Secondo l’assessora, l’incremento dello stipendio base intende fornire una sicurezza nella pianificazione alle operatrici del servizio e soprattutto alle famiglie, garantendo la stabilità del comparto nel lungo periodo.
L’aumento della tariffa oraria è subordinato al fatto che il contratto, attualmente in fase di negoziazione, preveda l’adeguamento all’inflazione e l’introduzione della quattordicesima mensilità completa. Questi aspetti comportano costi aggiuntivi annui pari a circa 1,7 milioni di euro, che verranno messi a disposizione tramite l’assestamento di bilancio. Negli anni precedenti la Provincia ha sostenuto il servizio di assistenza domiciliare all’infanzia con circa 4 milioni di euro all’anno, ai quali si sono aggiunti circa 3,5 milioni di euro versati annualmente dai Comuni.

