Di Luca Franceschi
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In occasione della Giornata mondiale della Terra, emerge la necessità di una riflessione profonda sul rapporto tra politica e ambiente. Mentre il pianeta lancia segnali d’allarme sempre più evidenti, molte agende politiche governative continuano a inseguire emergenze costruite, trascurando quelle reali: la crisi climatica, l’inquinamento e i problemi concreti dei territori.
La vicecapogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera ha sottolineato come, invece di costruire un futuro orientato verso una necessaria transizione ecologica, l’attuale esecutivo stia remando nella direzione opposta. Il governo Meloni viene accusato di bloccare gli investimenti nelle energie rinnovabili, proponendo al contempo soluzioni considerate improbabili come quella del nucleare.
Gli investimenti nelle rinnovabili rappresenterebbero invece una scelta strategica che abbraccia molteplici obiettivi: pace, indipendenza energetica e prospettive future sostenibili. Il Movimento 5 Stelle rivendica di aver già tracciato una strada in questa direzione, mettendo al centro la tutela dell’ambiente e la salute delle persone attraverso numerosi provvedimenti concreti.
Tra le iniziative presentate, spicca una legge quadro sui parchi depositata insieme al collega Sergio Costa, proposte concrete sul tema delle bonifiche, e una legge sul clima di cui l’Italia non dispone ancora mentre altri Paesi europei sono già più avanti su questo fronte. Inoltre, è stato proposto un sistema di deposito cauzionale per avviare concretamente l’economia circolare.
Il percorso da compiere resta ancora lungo, ma l’intenzione dichiarata è quella di non fermarsi, come già dimostrato attraverso azioni concrete che seguono i principi costituzionali: ambiente, salute e libertà economica responsabile.
Difendere la Terra viene presentato non solo come un dovere ambientale, ma come un vero e proprio atto politico, una scelta di civiltà che si deve alle generazioni future.
