Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Vincenza Aloisio ha espresso in aula il pieno sostegno all’istituzione della Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi nel loro lavoro. L’esponente pentastellata ha sottolineato come questa iniziativa rappresenti molto più di una semplice legge, configurandosi come una vera e propria responsabilità verso la democrazia.
La scelta di celebrare questa giornata il 3 maggio, in concomitanza con la Giornata mondiale della libertà di stampa, assume un significato particolare. Si tratta di un riconoscimento del fatto che l’informazione costituisce un bene pubblico essenziale per la società.
Secondo Aloisio è fondamentale trasmettere questo valore alle nuove generazioni, portando nelle scuole le storie di chi ha raccontato verità scomode, spesso pagando con la propria vita. Il ricordo di figure come Giancarlo Siani, insieme a quello di tanti altri giornalisti caduti, non deve essere considerato solo come un esercizio di memoria, ma come un monito costante. La parola libera rappresenta infatti una minaccia per la criminalità, proprio perché capace di liberare le coscienze.
L’attenzione si rivolge anche ai giornalisti che oggi operano nelle zone di conflitto, dall’Ucraina alla Palestina, e a chi è stato ucciso per aver cercato la verità. Tra i nomi ricordati figurano Daphne Caruana Galizia, Anna Politkovskaja, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.
La senatrice ha però lanciato un monito importante: questa giornata deve tradursi in azioni concrete. Senza risorse adeguate, senza tutele effettive e senza interventi reali, rischia di rimanere un momento puramente simbolico.
Servono protezione per i reporter, sostegno concreto per chi è minacciato e un impegno serio contro ogni forma di censura. Quando viene colpito un giornalista, ha concluso Aloisio, non si colpisce soltanto una persona: si tenta di spegnere la verità.
