(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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I deputati M5S Antonio Caso e Chiara Appendino hanno espresso forti perplessità sulla cessione di GEDI, sottolineando come dall’audizione del sottosegretario Barachini non emergano sostanziali passi avanti rispetto a un mese fa.
“Le garanzie necessarie restano tre: l’affidabilità dell’acquirente – e sul gruppo greco non nutriamo alcuna fiducia –; il rispetto del pluralismo e dell’indipendenza editoriale; le tutele occupazionali, a salvaguardia delle professionalità maturate negli anni”, hanno dichiarato i due parlamentari pentastellati.
I deputati M5S hanno poi attaccato duramente le politiche di Elkann: “Diciamo no a nuove operazioni in stile Elkann, in cui si smantella e si licenzia, come già avvenuto in altri casi. È evidente che chi compra fa la differenza. Per questo serve una pressione politica adeguata rispetto a una posta in gioco altissima”.
Il Movimento 5 Stelle ha inoltre manifestato interesse per una possibile alternativa: “Vogliamo inoltre capire se esista davvero la possibilità, avanzata da una rappresentanza dei giornalisti di Repubblica, di puntare su una fondazione in grado di garantire indipendenza e pluralismo”.
Infine, i deputati hanno lanciato una sfida diretta al presidente di Stellantis: “Elkann deve metterci la faccia: è stata richiesta un’audizione in Commissione e vedremo se si presenterà. Noi non abbandoniamo questi lavoratori”.
Le dichiarazioni sono state rilasciate durante l’audizione del sottosegretario all’editoria Barachini, confermando la posizione critica del M5S sulla gestione della cessione del gruppo editoriale.
