Di Luca Franceschi
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La Striscia di Gaza continua a essere teatro di bombardamenti, mentre il governo italiano ha deciso di bloccare l’evacuazione di circa sessanta studenti palestinesi che hanno vinto borse di studio presso atenei italiani. La motivazione ufficiale del blocco sarebbe la mancanza di una certificazione linguistica di livello B2 in italiano.
La richiesta di sostenere esami linguistici e seguire corsi online appare del tutto irrealistica per giovani che vivono quotidianamente in condizioni di emergenza, tra blackout continui e un territorio ridotto in macerie. La sopravvivenza stessa è una sfida quotidiana per questi ragazzi, rendendo impossibile qualsiasi forma di preparazione linguistica standardizzata.
Fino a questo momento, i corridoi universitari avevano garantito l’accoglienza di oltre duecentotrenta studenti palestinesi, con un sistema che funzionava affidando la formazione linguistica direttamente agli atenei ospitanti italiani. Questo modello aveva dimostrato la sua efficacia e permetteva di non gravare sui ragazzi ancora presenti nella Striscia di ulteriori oneri.
Il cambiamento improvviso nella gestione delle procedure trasforma quello che dovrebbe essere un semplice passaggio burocratico in una vera e propria condanna per questi giovani, costretti a rimanere in un territorio sotto attacco. La nuova prassi calpesta sia il diritto allo studio sia il più fondamentale diritto alla vita.
La deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari ha annunciato la presentazione di un’interrogazione urgente rivolta ai Ministri degli Esteri e dell’Università. Nell’interrogazione si chiede al governo di chiarire immediatamente quale sia la base normativa che giustifica questa decisione e di approvare una deroga urgente per sbloccare la situazione.
La richiesta è chiara: i corridoi umanitari devono essere riattivati senza ulteriori giustificazioni burocratiche. L’Italia non può rendersi complice di questa che viene definita una vera e propria ingiustizia, lasciando decine di giovani studenti in una condizione di pericolo costante quando esistono gli strumenti per metterli in salvo.
