Di Luca Franceschi
///
Il deputato piemontese e capogruppo M5S in commissione Trasporti, Antonino Iaria, interviene con dure parole sulla questione delle dimissioni dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e sull’ipotesi di nomina del suo successore.
Secondo Iaria, la pressione esercitata su Donnarumma affinché si dimetta rappresenta perfettamente l’atteggiamento “pilatesco” del ministro Salvini. In qualsiasi altro paese, un ministro responsabile di aver ridotto il trasporto ferroviario nazionale a una sorta di barzelletta internazionale avrebbe già dovuto lasciare l’incarico da tempo.
Invece, a pagarne le conseguenze è l’amministratore delegato di FS, nominato appena due anni fa dallo stesso esecutivo Meloni. Questo passaggio è già sintomatico di poche idee ma confuse nella gestione della vicenda.
L’aspetto più grottesco della situazione, evidenzia il parlamentare pentastellato, è che Salvini vorrebbe sostituire Donnarumma con Strisciuglio, attuale amministratore delegato di Trenitalia. Una società che proprio in queste ore è finita al centro delle cronache per un furto di dati personali legati ai singoli titoli di viaggio dei passeggeri.
Un furto che la stessa Trenitalia ha comunicato con lo stesso ritardo che caratterizza i suoi treni. È evidente che l’ipotesi Strisciuglio non rappresenta una scelta particolarmente brillante, considerando che in questi anni la gestione di Trenitalia è stata tutto fuorché mirabile.
In aggiunta a queste considerazioni, va ricordato un elemento ancora più delicato. Strisciuglio è attualmente sotto processo per la strage di Brandizzo del 30 agosto 2023, quando in Piemonte persero la vita 5 operai.
Ovviamente, precisa Iaria, bisogna lasciare lavorare i giudici senza sostituirsi al loro ruolo. Tuttavia, una nomina del genere prima della conclusione del processo rappresenterebbe un’offesa palese alla memoria delle vittime e alle loro famiglie che attendono giustizia.
Il deputato conclude con un monito al ministro Salvini, invitandolo a prestare attenzione alle sue decisioni e a non aggiungere una nomina inaccettabile alla sfilza di fiaschi collezionati in questi anni.
