(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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ROMA. FAMILY BUSINESS DELLA DROGA ALLE PORTE DI ROMA: 2 ARRESTI DELLA POLIZIA DI STATO. SEQUESTRATI OLTRE 42 KG DI STUPEFACENTI. NEL LABORATORIO SCOPERTI RONER PER AUMENTARE PUREZZA E PRINCIPIO ATTIVO DELLE SOSTANZE.
Un family business della droga, organizzato e gestito tra le mura domestiche da padre e figlio, trasformate in una base logistica destinata allo stoccaggio ed alla custodia di ingenti quantitativi di stupefacente: è quanto scoperto dalla Polizia di Stato a Campagnano, al termine di una attività investigativa che ha portato all’arresto dei due complici ed al sequestro di oltre 42 kg di droga.
Sono stati gli agenti della I sezione della Squadra Mobile capitolina a stanare il magazzino a conduzione domestica, ricostruendo il sistema di occultamento escogitato da padre e figlio per distribuire la sostanza stupefacente all’interno delle diverse pertinenze della abitazione.
Nel corso delle perquisizioni, gli agenti hanno infatti rinvenuto quantitativi di stupefacente sia all’interno dell’unità abitativa principale, sia nelle strutture accessorie presenti all’interno del perimetro della proprietà.
Una parte della droga era nascosta negli ambienti domestici, accuratamente occultata tra arredi ed elettrodomestici dell’abitazione, mentre ulteriori quantitativi erano stati collocati nei manufatti pertinenziali presenti all’interno del complesso immobiliare, tra cui un magazzino ubicato subito oltre il cancello carrabile, una struttura metallica ed una casetta in legno.
La distribuzione dello stupefacente in più punti della proprietà, unitamente alle differenti modalità di confezionamento e conservazione adottate, ha restituito agli investigatori l’immagine di una vera e propria piattaforma logistica della droga, organizzata per custodire separatamente le diverse tipologie di sostanza ed agevolarne la gestione.
A completare il quadro, sono stati rinvenuti bilancini di precisione, macchine per il sottovuoto, coltelli e taglierini intrisi di sostanza stupefacente, oltre ad altro materiale funzionale alla lavorazione e al confezionamento.
Nel corso delle perquisizioni sono anche stati scoperti e sequestrati due roner da cucina, verosimilmente impiegati per mantenere l’acqua a temperatura costante durante le fasi del trattamento della sostanza, favorendone il processo di maturazione e l’incremento della qualità e del principio attivo.
Per padre e figlio, entrambi romani di 52 e 23 anni, è scattato l’arresto. Sono ora gravemente indiziati del reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
L’operato della Polizia di Stato è stato convalidato dall’Autorità giudiziaria.
Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.
