Di Luca Franceschi
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L’inquinamento atmosferico rappresenta ormai una minaccia documentata scientificamente non solo per il cambiamento climatico, ma anche per l’insorgenza e il decorso di numerose patologie cronico-degenerative. Il legame tra salute e ambiente è oggi riconosciuto a livello internazionale come elemento fondamentale delle politiche pubbliche.
Tuttavia, esiste un aspetto ancora troppo trascurato in questo ambito: la salute mentale. Nonostante esistano evidenze concrete sulla significativa incidenza che gli effetti dei cambiamenti climatici hanno sul benessere psicologico delle persone, le istituzioni non stanno prestando la dovuta attenzione a questa problematica.
I dati sono preoccupanti: attualmente meno dello 0,5% dei finanziamenti destinati all’adattamento climatico viene indirizzato alla salute mentale. Si tratta di una lacuna grave nelle politiche pubbliche che richiede un intervento urgente.
La salute deve essere posta al centro delle politiche ambientali e climatiche. Prendersi cura del clima non può significare soltanto ridurre le emissioni inquinanti, ma deve includere la protezione delle persone nella loro interezza, compresa la loro dimensione psicologica più profonda.
Queste considerazioni sono state espresse dalla deputata Ilaria Fontana, vicecapogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, durante la presentazione del progetto “Tutti in palla” che si è svolta presso la Camera dei Deputati.
