(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
“Viviamo un periodo storico in cui tutte le disuguaglianze sembrano acuirsi, e quella uomo-donna è la disuguaglianza di base, che oggi rischia di aggravarsi nonostante gli avanzamenti normativi messi in atto, perché il problema sono le lacune culturali. Oggi c’è una pericolosissima avanguardia della violenza che è quella che si sviluppa sul web, una giungla inesplorata in cui le giovani generazioni vivono una sorta di ritorno al passato e si stanno aggrappando a dis-valori che erano stati abbandonati, come il possesso e il controllo, spesso agiti in maniera ostentata in relazioni di coppia di tipo tossico sbandierate sui social come modelli da esibire e seguire.
Di questo dobbiamo prendere consapevolezza e reagire. E l’unica reazione efficace è quella sul piano culturale. L’introduzione dell’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, l’educazione digitale e l’azione dei centri per uomini maltrattanti possono fare la differenza. Sono queste le direttrici che bisogna perseguire”.
Lo dice la vicecapogruppo M5S al Senato Alessandra Maiorino, componente della commissione bicamerale di inchiesta sul Femminicidio e la violenza di genere, intervenendo alla presentazione del libro di Lella Palladino “Che sia l’ultima”, da lei promossa.
“Il lavoro che si sta facendo sulla legge sul Consenso – aggiunge la Senatrice M5S Anna Bilotti, componente della commissione Femminicidio, anch’ella intervenuta all’evento – è un esempio di avanzamento normativo. Ma non basta. Nel mio disegno di legge sull’introduzione dell’educazione sessuoaffettiva nelle scuole ho insistito molto sul concetto di obbligatorietà perché lasciarla facoltativa significa per le istituzioni abdicare al loro ruolo principe e lavarsene le mani. Nessuno vuole contrapporre la famiglia alla scuola, ma così si condannano quei ragazzi che ne verrebbero privati a un deficit grave.
La risposta repressiva serve – ha concluso Bilotti – ma se non si lavora in prevenzione non possiamo pensare di risolvere il problema”.
