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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «EXPORT, CASTELLONE (M5S): ENNESIMA BUFALA DI DESTRA, CON FARMACI SOLDI AGLI USA»

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19.45 - martedì 23 giugno 2026

Di Luca Franceschi
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La destra italiana continua a magnificare il presunto boom dell’export per cercare di nascondere dati economici tutt’altro che lusinghieri: crescita zero, Italia all’ultimo posto nel G20, tre anni consecutivi di crollo della produzione industriale e salari reali ancora fermi a -8% rispetto al 2021. Ma dietro questa narrazione si cela l’ennesima bufala.

I numeri ufficiali del Ministero degli Esteri raccontano una storia ben diversa da quella propagandata. Dal 2022 al 2025, sotto il Governo Meloni, l’incremento dell’export è stato di appena il 2,7%, sostenuto peraltro dal +3,3% registrato nell’ultimo anno. Un dato che impallidisce se confrontato con il +43% fatto segnare tra il 2020 e il 2022, durante il periodo del Governo Conte.

Ma c’è di più. Il modesto aumento registrato nel 2025 rispetto all’anno precedente è spiegabile con due fattori ben precisi. Da un lato, c’è stato un anticipo degli ordini da parte delle imprese italiane, preoccupate dall’effetto-dazi e quindi spinte a muoversi in anticipo. Dall’altro, il dato è stato trainato dal boom dell’export della farmaceutica, che ha fatto segnare un +28,5% per un totale di 70 miliardi.

Tuttavia, questo incremento nel settore farmaceutico ha favorito soprattutto colossi e fondi americani, più che l’economia italiana. Come dimostrano analisi tecniche pubblicate dal Sole 24 Ore, l’export farmaceutico italiano complessivo, e in particolare quello verso gli Stati Uniti, è determinato principalmente dalla produzione della società Eli Lilly in Toscana, nello stabilimento di Sesto Fiorentino. Questa azienda produce farmaci anti-diabete e anti-obesità molto richiesti da Stati Uniti e Cina.

Ma chi controlla davvero la Eli Lilly? La società è di proprietà di un colosso americano che a sua volta fa capo ai principali fondi d’investimento statunitensi: Vanguard, Blackrock, State Street Corporation, Fidelity e Capital Research. In sostanza, i profitti generati da questo export tornano negli Stati Uniti attraverso dinamiche intragruppo.

Alla luce di questi dati, emerge chiaramente che il tanto decantato boom dell’export non esiste. Del resto, sarebbe difficile spiegare come possa esserci un boom delle esportazioni in un Paese che registra una crescita zero da quattro anni consecutivi.

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