Di Luca Franceschi
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L’audizione parlamentare di Giorgio Aliberti, direttore dell’Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento (Uama) del Ministero degli Esteri, ha messo in evidenza la necessità di rafforzare i controlli e la trasparenza sull’esportazione e il transito di armamenti verso Paesi in guerra.
Durante l’audizione, Aliberti ha risposto a una serie di domande spiegando come l’attuale normativa presenti dei limiti significativi. In particolare, ha evidenziato che è proprio a causa di questi limiti che nella relazione annuale al Parlamento non vengono riportati i numeri delle autorizzazioni concesse, adducendo ragioni di riservatezza aziendale e citando casi di proteste contro società coinvolte in traffici impopolari.
Un altro aspetto critico emerso riguarda i poteri di controllo dell’Uama sui transiti di armi straniere verso Paesi in guerra. Attualmente, l’Unità non ha alcun potere di controllo autonomo su questi transiti, se non su segnalazione delle dogane o della società civile. Un esempio concreto di questa problematica sono le decine di container di materiali sospetti diretti in Israele che sono stati bloccati nei porti di Cagliari, Gioia Tauro e Ravenna.
Per rispondere a queste criticità, il Movimento 5 Stelle sta lavorando a una riforma migliorativa della legge 185/90. Tra le principali proposte vi è l’introduzione della massima trasparenza nella relazione annuale, con l’obbligo di indicare il numero delle autorizzazioni concesse e di riportare tabelle dettagliate sui destinatari finali e sui transiti.
La riforma prevede inoltre maggiori poteri di controllo per l’Uama, che dovrà operare in concerto con le dogane sui transiti e sull’export dual-use verso Paesi sottoposti a divieti. Questi divieti temporanei potranno essere stabiliti non solo dal governo, ma anche attraverso black list annualmente aggiornate dal Parlamento.
