Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli, capogruppo in commissione Attività Produttive alla Camera, è intervenuta duramente contro le posizioni espresse dal collega di Fratelli d’Italia Mollicone in merito alla politica energetica del governo.
Pavanelli ha commentato le dichiarazioni televisive di Mollicone, definito “il temerario collega di Fdi” che aveva già destato perplessità il giorno precedente magnificando il Piano Casa con paragoni ai tempi di Quintino Sella.
La deputata pentastellata riconosce che una cosa vera Mollicone l’ha detta: l’Italia sta effettivamente crescendo molto sul fronte della capacità di installazione delle rinnovabili.
Tuttavia, Pavanelli sottolinea con forza che questo risultato positivo non ha nulla a che vedere con l’operato di Giorgia Meloni, bensì è il frutto dei decreti “Semplificazioni” approvati nel 2020 e nel 2021 durante i governi Conte II e Draghi.
La leader di Fratelli d’Italia, secondo la capogruppo M5S, sta semplicemente raccogliendo i frutti di quelle politiche, mentre dal 2022 ha osteggiato in ogni modo possibile le rinnovabili e il Green Deal europeo.
Pavanelli ha poi evidenziato un aspetto ancora più critico che Mollicone non ha spiegato: nel 2025 la bolletta elettrica media di una famiglia tipo è aumentata del 22% rispetto all’anno precedente.
Se le rinnovabili aumentano e contemporaneamente le bollette della luce aumentano pure, è evidente che qualcosa non funziona nel sistema.
Sul tema del prezzo zonale, la deputata ha denunciato che ieri in commissione il governo si è guardato bene dal fornire una risposta plausibile.
Il Movimento 5 Stelle ritiene che i territori che ospitano una quantità maggiore di impianti di rinnovabili debbano essere i primi a trarne benefici economici.
Oltre a produrre promesse astruse sul nucleare, secondo Pavanelli sarebbe necessario ragionare prioritariamente anche sugli aspetti fiscali che consolidano il caro-energia.
