Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Alessandra Maiorino è intervenuta sulla questione energetica europea, commentando le recenti dichiarazioni del commissario europeo all’Energia Dan Jorgensen. Secondo la parlamentare, le parole del commissario confermano che le ripercussioni della crisi in Medio Oriente non si concluderanno con un semplice cessate il fuoco.
La situazione attuale presenta equilibri estremamente fragili che continueranno a influenzare i mercati energetici e, di riflesso, l’intera economia europea. In questo contesto, gli Stati Uniti guidati da Trump emergono con un ruolo ancora più centrale negli assetti energetici mondiali. Non si può nascondere, sottolinea Maiorino, che da questo disordine globale sia l’Unione Europea a subire le conseguenze maggiori.
Nel frattempo, la situazione in Medio Oriente resta critica. Netanyahu prosegue con gli attacchi contro il Libano, dimostrando che la regione è ancora lontana dalla stabilizzazione e che il pericolo di un’ulteriore escalation rimane concreto e tangibile.
In questo scenario complesso, l’Europa è rimasta sostanzialmente marginale. Il Vecchio Continente ha assistito agli eventi senza riuscire a esercitare alcuna influenza né sul fronte diplomatico né su quello strategico, trovandosi poi però a doverne subire tutte le conseguenze sul piano economico ed energetico.
Ancora più grave, secondo la senatrice pentastellata, è l’atteggiamento tenuto dal Governo Meloni. Per diversi mesi l’esecutivo ha sostenuto che il rapporto privilegiato con l’amministrazione Trump avrebbe garantito all’Italia una rinnovata centralità sulla scena internazionale. Oggi quella narrazione si è completamente dissolta, nonostante la concessione delle basi italiane per centinaia di voli a supporto delle operazioni militari, come candidamente ammesso dal segretario generale della NATO Rutte.
L’Italia non è riuscita a orientare gli eventi, non ha contribuito a rafforzare il ruolo dell’Europa e non ha ottenuto alcun vantaggio di natura strategica. Quando è diventato evidente che quella vicinanza agli Stati Uniti rischiava di trasformarsi in un problema sul piano politico, la presidente del Consiglio ha semplicemente modificato la propria narrativa.
Maiorino conclude affermando che questa non può essere considerata politica estera, ma si tratta di pura propaganda il cui prezzo viene pagato dai cittadini e dalle imprese italiane.
