(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il petrolio ha sfondato i 90 dollari al barile, prezzo massimo da due anni, +25% dall’attacco all’Iran. Il gas al TTF di Amsterdam è riaumentato intorno ai 52-53 euro a megawattora, prezzo più alto da tre anni, +65% da quando è partito l’attacco all’Iran.
In Italia, in abbondante anticipo sui tempi di trasferimento dei maggiori costi della materia prima, benzina e gasolio sono già aumentati e aumenteranno ancor di più in futuro. Un problema immane, peraltro per un Paese in cui l’80% del traffico dei beni essenziali viaggia su gomma.
Il tutto mentre l’Istat ci dice che nel mese di febbraio 2026, quindi prima delle ultime tensioni geopolitiche, l’inflazione alimentare ha già ricominciato a correre, con carne, pesce, frutta e verdura frasche a +3,6% su base annua.
È arrivato il momento che il Governo si tolga pigiama e pantofole, riscriva il Dl bollette, metta davvero mano al portafoglio, tassi gli extraprofitti energetici e restituisca la maggior Iva incassata sull’aumento dell’energia, a meno che per l’ennesima volta non voglia fare cassa sulla pelle di famiglie e imprese.
Insomma, l’Esecutivo dia un segnale a un tessuto socio-economico già sfibrato da tre anni di crescita zero, tre anni di calo consecutivo della produzione industriale e record della pressione fiscale da 20 anni a questa parte.
