Di Luca Franceschi
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Il nuovo decreto sulla sicurezza varato dall’esecutivo Meloni introduce modifiche significative nell’attività d’indagine dell’autorità giudiziaria, con l’obiettivo dichiarato di proteggere le forze dell’ordine e i cittadini. Le novità normative riguardano in particolare i casi in cui il reato sia stato commesso in presenza di cause di giustificazione.
Secondo le nuove disposizioni, quando risulti evidente che sussistono tali circostanze – ad esempio nel caso in cui un membro delle forze dell’ordine faccia uso della forza per arrestare un criminale e lo ferisca involontariamente durante l’esercizio delle proprie funzioni – il pubblico ministero dovrà registrare preliminarmente il nome dell’indagato su un modello separato. In questo modo, la persona non verrebbe sottoposta automaticamente a inquisizione, come accaduto fino a ora.
Secondo Riccardo Zucconi, deputato e segretario di Presidenza della Camera nonché responsabile energia di Fratelli d’Italia, è fondamentale non permettere che un cittadino o un componente delle forze dell’ordine venga giudicato e condannato pubblicamente sulla base di semplici presunzioni e speculazioni. Zucconi sottolinea come sia particolarmente grave quando l’individuo potrebbe aver agito sulla base di motivazioni legittime.
Il deputato ribadisce che la presunzione di innocenza rappresenta un principio cardine dell’ordinamento giuridico italiano e deve essere costantemente garantito e rispettato, soprattutto nei procedimenti penali che coinvolgono gli apparati dello Stato.
