Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino ha lanciato pesanti critiche al governo Meloni in materia di politica energetica, definendo la gestione dei rincari di luce e gas come la vera “Waterloo” dell’esecutivo.
Durante l’intervento parlamentare della Premier, Appendino ha accusato Meloni di aver prodotto “sparate inverosimili” e di aver dato vita a un “festival della mistificazione” sul tema dello shock energetico. Particolare disappunto ha destato il riferimento al decreto Bollette, per il quale la Presidente del Consiglio aveva sostenuto che “pone le basi a una riduzione strutturale delle tariffe”.
La parlamentare pentastellata ha sottolineato come la sospensione degli Ets non abbia ancora ricevuto il via libera dell’Unione Europea, rendendo di fatto le promesse governative poco concrete. I dati Enea relativi al 2025 dipingono un quadro preoccupante: rispetto al 2022, i cittadini italiani pagano il gas il 70% in più e l’elettricità addirittura il 100% in più.
Secondo Appendino, questi “rincari rovinosi” erano già stati fissati dall’Enea ben prima dell’escalation delle tensioni internazionali legate al conflitto israelo-palestinese e alle politiche dell’amministrazione Trump. La situazione rappresenterebbe quindi “la fotografia di tre anni e mezzo di vuoto politico e di idee”.
L’esponente M5S ha elencato una serie di mancanze dell’esecutivo: il governo non avrebbe potenziato gli investimenti nelle energie rinnovabili, non avrebbe semplificato gli iter autorizzativi, né corretto il sistema di formazione del prezzo dell’elettricità. Inoltre, non sarebbe intervenuto per rivedere gli oneri di sistema o per favorire contratti energetici di medio-lungo periodo.
Particolarmente critica la valutazione sul sostegno alle comunità energetiche, definito dalla deputata come limitato “solo a chiacchiere”. Anche la gestione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza viene bocciata, con Appendino che parla di un’occasione storica completamente sprecata.
Il punto più controverso riguarda la mancata tassazione degli extraprofitti delle società energetiche. Secondo la parlamentare, Meloni e la sua squadra “non hanno toccato un euro” ai guadagni miliardari delle compagnie del settore, che in questi anni hanno visto aumentare i propri profitti senza interruzione.
L’unica proposta concreta del governo, secondo Appendino, si limiterebbe a “fantasticherie sul dispendioso nucleare”, mentre l’esecutivo sarebbe rimasto sostanzialmente immobile di fronte al “salasso perpetrato nei confronti degli italiani”. La critica si conclude con l’accusa al governo di essersi “voltato dall’altra parte” per non vedere le difficoltà economiche imposte ai cittadini dai costi energetici.
