Di Luca Franceschi
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La senatrice Ada Lopreiato, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Giustizia, ha sollevato forti perplessità sul nuovo decreto legge relativo ai rimpatri volontari assistiti. Il provvedimento, che intende correggere i problemi generati dall’emendamento Lisei inserito nel decreto Sicurezza, secondo l’esponente pentastellata non riesce a risolvere le criticità esistenti.
Lopreiato ha evidenziato come il testo normativo continui a presentare zone d’ombra e incertezze dal punto di vista applicativo. Una questione particolarmente problematica riguarda l’iter parlamentare scelto per l’esame del decreto: la decisione di assegnarlo esclusivamente alla commissione Affari Costituzionali rappresenta, a suo avviso, un errore che si ripete.
La senatrice ha ricordato che alla Camera dei Deputati l’intero decreto Sicurezza era stato invece affidato anche alla commissione Giustizia, mentre al Senato questa opportunità viene negata. Si tratta di una scelta incomprensibile, considerando che il provvedimento tocca direttamente gli avvocati e il loro rapporto professionale con gli assistiti.
L’emendamento originario aveva infatti messo in discussione il rapporto di fiducia tra legale e cliente, costituendo quello che Lopreiato ha definito una “pietra tombale” su questo fondamentale principio deontologico.
Entrando nel merito del decreto correttivo, la parlamentare ha sottolineato l’esistenza di ambiguità sostanziali. Non risulta sufficientemente chiara l’individuazione dei “rappresentanti” autorizzati a svolgere l’attività di assistenza al rimpatrio. Altrettanto nebulosa appare la questione economica: rimane infatti da chiarire se, nel caso di rimpatrio volontario, sia previsto un ulteriore rimborso destinato al rappresentante.
La capogruppo ha concluso il suo intervento con una critica complessiva alla gestione parlamentare della materia, definendo “un vero disastro” l’intera vicenda che ha riguardato sia il decreto sicurezza bis che il decreto correttivo. Le conseguenze di questa confusione normativa, ha ammonito Lopreiato, ricadono concretamente su numerosi cittadini, ben al di là delle dinamiche interne al Parlamento.
