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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «DL LAVORO, CAROTENUTO (M5S): ASSENZA CALDERONE DIMOSTRA CHE A GOVERNO NON IMPORTA NULLA DEI LAVORATORI»

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13.10 - giovedì 11 giugno 2026

Di Luca Franceschi
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Il capogruppo del M5S in commissione Lavoro alla Camera, Dario Carotenuto, ha espresso dure critiche nei confronti del decreto Lavoro approvato dal governo, sottolineando come il provvedimento non preveda alcuno stanziamento concreto a favore delle lavoratrici e dei lavoratori italiani.

Secondo Carotenuto, nel decreto non sono presenti risorse effettive destinate ad aumentare i salari che l’inflazione ha eroso pesantemente. Si tratta soltanto di fondi raccolti qua e là per consentire alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di tenere l’ennesima conferenza stampa celebrativa in occasione del 1° Maggio.

L’esponente pentastellato ha denunciato come l’iter del provvedimento abbia mortificato sia la commissione Lavoro che l’Aula di Montecitorio, con una maggioranza e un governo che hanno messo in evidenza tutte le loro divisioni interne, impedendo di fatto alle opposizioni di svolgere un dibattito di merito.

La grande assente durante i lavori parlamentari è stata la ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone, che non si è mai presentata nonostante le ripetute richieste di presenza da parte dell’opposizione. Agli interrogativi è stato risposto che la ministra si trovava a Ginevra, confermando così l’impressione che per il titolare del dicastero il Parlamento rappresenti un’istituzione inutile, una mera formalità.

Tutti gli emendamenti presentati dall’opposizione sono stati respinti in blocco, senza alcuna discussione. Carotenuto ha ironicamente suggerito che la ministra avrebbe dovuto prendere spunto da Ginevra, dove il salario minimo è fissato a 26 euro l’ora, invece di inventare il cosiddetto “salario giusto”, che il M5S definisce l’ennesimo specchietto per le allodole pensato per contrastare la proposta sul salario minimo sostenuta da 120mila firme raccolte tra i cittadini.

Il governo ha deciso di far rientrare nel calcolo del Trattamento economico complessivo anche prestazioni di welfare, polizze sanitarie private e altre voci accessorie. Il Movimento 5 Stelle aveva presentato emendamenti che contenevano tre richieste considerate essenziali: escludere il welfare dal calcolo del Tec, introdurre una soglia minima di 9 euro l’ora e mettere fuori gioco i contratti cosiddetti “pirata”.

Nessuna di queste proposte è stata accolta. Al contrario, secondo Carotenuto, il governo ha favorito ancora una volta il deputato leghista Angelucci, definito “re delle cliniche private”. Inoltre, attraverso un ordine del giorno di Fratelli d’Italia, si sono aperte le porte alla prescrizione dei crediti da lavoro in costanza di rapporto, ovvero quando il lavoratore si trova in una posizione di ricattabilità.

Il capogruppo del M5S ha concluso affermando che la dignità del lavoro richiede ben altro e che la battaglia del movimento per garantirla concretamente proseguirà con ancora maggiore determinazione.

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