Di Luca Franceschi
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Ogni anno oltre 130mila giovani lasciano l’Italia. Si tratta di ragazze e ragazzi che hanno studiato nelle scuole e università italiane, su cui il Paese ha investito risorse e speranze. È il fallimento di un sistema che non riesce a offrire loro prospettive adeguate.
Quando il Governo dice ripetutamente no al salario minimo, reintroduce i voucher, si oppone all’abolizione di stage e tirocini gratuiti e, in ultimo, boccia gli emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle al decreto Lavoro per tagliare l’Irpef agli Under 35, purtroppo non può essere altrimenti.
Anche la contrarietà espressa all’ordine del giorno presentato, con cui si chiedeva un alleggerimento fiscale a favore dei lavoratori più giovani, ha trovato la bocciatura di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia.
Mentre la maggioranza volta le spalle a una generazione che chiede dignità e opportunità, trova il tempo per fare l’ennesimo favore al deputato leghista e re delle cliniche private Antonio Angelucci, assenteista in Aula ma sempre pronto a tutelare i suoi interessi privati.
Evidentemente, per Giorgia Meloni conta più Angelucci che 130mila giovani.
Il Movimento 5 Stelle crede invece che l’Italia debba tornare a essere un Paese capace di attrarre e trattenere i propri giovani e continuerà a battersi per questo obiettivo.
Così si è espressa la deputata del M5S Chiara Appendino intervenendo in Aula sul decreto Lavoro.
