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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «DL LAVORO, AIELLO (M5S): CALDERONE SCAPPA E GOVERNO TUTELA CONTRATTI PIRATA»

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13.53 - lunedì 8 giugno 2026

Di Luca Franceschi
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La commissione Lavoro della Camera è stata teatro di una protesta clamorosa da parte delle opposizioni, che hanno deciso di abbandonare i lavori in segno di dissenso. A denunciare la situazione è il deputato del Movimento 5 Stelle Davide Aiello, che parla di una vera e propria farsa istituzionale.

Al centro delle polemiche l’assenza della ministra Calderone, che non si è presentata proprio nel giorno in cui era attesa per fornire chiarimenti su una norma ritenuta controversa. Secondo Aiello, il provvedimento in discussione legittimerebbe i contratti pirata, favorirebbe il dumping contrattuale e colpirebbe la contrattazione collettiva. Il parlamentare pentastellato punta il dito contro il Governo, accusandolo di aver provocato uno strappo che danneggia il Parlamento, i lavoratori e le parti sociali.

La critica si fa ancora più dura quando Aiello entra nel merito del decreto. Dietro il titolo che promette un “salario giusto”, il deputato denuncia quello che definisce l’inganno del salario mascherato e della precarietà legalizzata. Il Movimento 5 Stelle aveva presentato 109 emendamenti, tutti bocciati in blocco senza nemmeno essere discussi.

Particolarmente contestato è il cosiddetto blitz sul Tec, con cui secondo l’opposizione sarebbe stato inventato il concetto di salario teorico. Per la maggioranza, sostiene Aiello, buoni sconto e welfare aziendale equivalgono al denaro liquido, ma i lavoratori alla cassa del supermercato e per pagare gli affitti hanno bisogno di euro veri in busta paga, non di voucher o polizze dentistiche. Il M5S continua a rivendicare la necessità di una soglia minima legale di 9 euro lordi l’ora ancorata al minimale Inps.

Un altro capitolo della protesta riguarda le piattaforme digitali e il trattamento riservato alle Big Tech. Secondo Aiello, il Governo avrebbe fatto un favore alle multinazionali cancellando dal testo parole chiave come algoritmi, controllo ed eterodirezione, creando di fatto uno scudo legale e contributivo per i colossi delle consegne a domicilio.

La norma stabilisce che la presunzione di lavoro subordinato per i rider valga solo per il diritto del lavoro, escludendo il fisco e la sicurezza sociale. Questa scelta, denuncia il parlamentare, significa regalare ai giganti del web milioni di euro di contributi evasi che lo Stato non recupererà mai.

Come se non bastasse, Aiello punta il dito anche contro l’assegnazione di centinaia di migliaia di euro senza bando a un’associazione privata, una misura che il M5S ritiene totalmente estranea al decreto. I pentastellati chiedono che queste risorse vengano dirottate sui Centri per l’impiego pubblici, soprattutto in un momento in cui si tagliano i servizi e si negano risorse ai disoccupati.

La battaglia dell’opposizione non si ferma qui. Aiello annuncia che il confronto si sposterà ora in Aula, dove il Movimento 5 Stelle continuerà a combattere contro quello che definisce l’inganno del welfare sostitutivo e la protezione accordata ai colossi del web, ribadendo la volontà di non essere complici di quello che viene definito uno scempio.

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