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REGIONE EMILIA-ROMAGNA * :«SUICIDIO MEDICALMENTE ASSISTITO: LA LEGGE AVANZA VERSO L’APPROVAZIONE»

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19.26 - giovedì 23 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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SANITÀ. IN DIRITTURA D’ARRIVO LA LEGGE DELL’EMILIA-ROMAGNA SUL SUICIDIO MEDICALMENTE ASSISTITO. DE PASCALE: “LA NOSTRA AMBIZIONE È CHE L’EMILIA-ROMAGNA SIA LA REGIONE PIÙ FORTE E INCLUSIVA NELL’OFFERTA DELLE CURE PALLIATIVE, MA ANCHE QUANDO, NEL RISPETTO DELLA LEGGE E DELLE DECISIONI DELLA CORTE COSTITUZIONALE, UNA PERSONA SCELGA DI RICHIEDERE IL SUICIDIO MEDICALMENTE ASSISTITO: VOGLIAMO GARANTIRE UN PERCORSO IMPRONTATO A UMANITÀ, TRASPARENZA, PROFESSIONALITÀ E UGUALI DIRITTI IN TUTTO IL TERRITORIO REGIONALE. MA ORA SERVE UNA LEGGE NAZIONALE”

Il presidente della Regione oggi in Assemblea legislativa dove è in corso l’iter di approvazione della legge

Bologna – “Questa legge non crea nuovi diritti né introduce condizioni diverse rispetto a quelle già definite dalla Corte costituzionale. Si limita a tradurre in procedure obiettive, imparziali e uguali per tutti i principi affermati dalla sentenza 242 del 2019, rendendoli concretamente applicabili e colmando un vuoto legislativo nazionale. Credo sia una legge rispettosa di tutte le sensibilità”.

Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, intervenendo oggi in Assemblea legislativa dove è ancora in corso la discussione del progetto di legge regionale che disciplina le procedure per l’accesso al suicidio medicalmente assistito da parte delle persone che si trovano nelle condizioni individuate dalla Consulta. La proposta di legge, composta da dodici articoli e costruita sulla base del modello già adottato dalla Toscana, garantisce criteri omogenei, trasparenti e uguali su tutto il territorio regionale

“La nostra legge- ha continuato il presidente- non è in contraddizione con quanto abbiamo sempre sostenuto: resta infatti inaccettabile che su una materia così delicata come il suicidio medicalmente assistito possano esistere venti discipline diverse, una per ogni Regione. L’Emilia-Romagna non interviene per modificare le condizioni di accesso definite dalla Corte costituzionale, ma per garantire che, su tutto il territorio regionale, le procedure siano uniformi, trasparenti e rispettose dei diritti delle persone. La nostra ambizione è che l’Emilia-Romagna sia la Regione più forte e inclusiva nell’offerta delle cure palliative, affinché chi si trova in queste condizioni possa ricevere la migliore assistenza possibile. E, nei casi in cui, nel rispetto della legge e delle decisioni della Corte costituzionale, una persona scelga di richiedere il suicidio medicalmente assistito, vogliamo garantire un percorso improntato a umanità, trasparenza, professionalità e uguali diritti in tutto il territorio regionale. Ma- ha ribadito de Pascale- come ho sempre detto, il punto di arrivo non può che essere una legge nazionale, capace di garantire gli stessi diritti e le stesse tutele in tutto il Paese”.

“Desidero esprimere riconoscenza– ha concluso il presidente- sia alla maggioranza, che ha affrontato questa legge con grande senso di responsabilità, attenendosi rigorosamente al dettato costituzionale senza alcuna strumentalizzazione, sia alla minoranza. Pur in assenza di un voto trasversale da me auspicato ha contribuito al confronto senza ricorrere a forme di ostruzionismo. Sono però soddisfatto che sia stato raccolto il mio invito a confrontarsi sul merito del provvedimento, che è pienamente compatibile con visioni e opinioni anche profondamente diverse, le quali devono trovare la loro sintesi nel Parlamento e non nei Consigli regionali”.

Il provvedimento legislativo in via di approvazione riguarda esclusivamente le persone affette da patologie irreversibili, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili, tenute in vita da trattamenti di sostegno vitale e pienamente capaci di assumere decisioni libere e consapevoli. Prima di ogni valutazione, il paziente dovrà ricevere un’informazione completa sulle possibilità terapeutiche disponibili, comprese le cure palliative, mentre la verifica dei requisiti sarà affidata alle strutture del Servizio sanitario regionale attraverso procedure rigorose e multidisciplinari.

Elemento centrale della legge è l’istituzione della Commissione di valutazione multidisciplinare (Covam), prevista su base territoriale di Area vasta e composta da medici specialisti, palliativisti, anestesisti-rianimatori, medici legali, psichiatri, farmacologi o farmacisti, psicologi e infermieri. La Commissione effettuerà anche una visita presso il luogo in cui si trova il paziente e potrà acquisire il contributo del medico di medicina generale o di un medico di fiducia indicato dall’interessato. Il procedimento si avvarrà inoltre del parere, non vincolante, del Comitato regionale per l’etica clinica (Corec).

Tutta la procedura sarà gratuita e le attività connesse all’eventuale attuazione del suicidio medicalmente assistito saranno svolte esclusivamente da personale che abbia dato la propria disponibilità su base volontaria. Restano centrali l’informazione completa, l’accesso alle cure palliative e la possibilità di revocare in qualsiasi momento la propria richiesta.

L’approvazione della legge è prevista in serata.

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