Di Luca Franceschi
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Durante il dibattito in aula a Montecitorio sul decreto Commissari, la capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Ambiente e Infrastrutture alla Camera, Daniela Morfino, ha espresso dura critica nei confronti del provvedimento governativo, definendolo emblema di un sistema opaco e inefficiente.
Il decreto rappresenta, secondo Morfino, la normalizzazione dell’emergenza, trasformando lo strumento eccezionale del commissariamento in prassi ordinaria per eludere controlli e responsabilità. L’esponente pentastellata ha individuato nel Ponte sullo Stretto il simbolo più evidente di questo fallimento.
L’opera, che costerà agli italiani 14 miliardi di euro, è stata definita una grande illusione trasformata in barzelletta. Si tratta di un progetto bocciato dalla Corte dei Conti, contestato dall’Unione Europea e gravato da decine di prescrizioni ambientali. Un gioco dell’oca finanziato con risorse pubbliche che riporta sempre al punto di partenza, mentre i costi aumentano vertiginosamente e le infrastrutture realmente necessarie al Paese rimangono bloccate.
Il resto del decreto è stato giudicato evanescente e pericoloso, in pieno stile della maggioranza di Centrodestra. Non mancano incongruenze giuridiche che sollevano perplessità: i vertici di Anas e RFI vengono nominati commissari di sé stessi, configurando una situazione paradossale in cui lo stesso soggetto assume contemporaneamente il ruolo di arbitro, giocatore e giudice finale.
Questo sistema, ha sottolineato Morfino, compromette la trasparenza e ignora i moniti dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, privilegiando la proliferazione di incarichi piuttosto che garantire l’efficienza operativa.
Tra le criticità evidenziate figurano anche norme inserite all’ultimo momento per favorire la sanità privata e commissari nominati con otto anni di anticipo per gli Europei di calcio 2032. Il provvedimento certifica soltanto l’incapacità di pianificare con metodo e lungimiranza.
Il Movimento 5 Stelle respinge fermamente questo modello che procede verso il caos senza visione strategica. Il Paese merita serietà e programmazione, non commissari straordinari utilizzati per mascherare errori ordinari di gestione amministrativa.
