(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
La deputata Carmela Auriemma, vicepresidente M5S alla Camera, ha espresso dure critiche al decreto Elezioni durante la dichiarazione di voto in aula, definendolo “l’ennesima misura tampone priva di una visione complessiva e incapace di affrontare alla radice i problemi del nostro sistema elettorale”.
“Ce lo hanno presentato come urgente e necessario per favorire la partecipazione alle consultazioni elettorali e referendarie del 2026, ma al di là delle intenzioni dichiarate, il provvedimento che abbiamo davanti è l’ennesima misura tampone priva di una visione complessiva e incapace di affrontare alla radice i problemi del nostro sistema elettorale”, ha dichiarato Auriemma.
La parlamentare del Movimento 5 Stelle ha sottolineato come le misure previste dal decreto non affronteranno il vero problema dell’astensionismo: “Non servirà a nulla aumentare gli onorari o prolungare l’orario dei seggi. Basterebbe ricordarsi che le ripetute deroghe via via previste non hanno minimamente inciso sull’astensionismo, perché il problema è strutturale, politico e culturale e nasce dalla percezione diffusa che il voto non incida più sulle scelte reali”.
Secondo Auriemma, “la lotta all’astensionismo richiederebbe una legge elettorale più chiara e stabile, investimenti veri sull’educazione civica e sulla partecipazione democratica, strumenti permanenti per il voto a distanza”.
Un punto centrale della critica riguarda la situazione dei cittadini fuorisede: “È inconcepibile che per circa cinque milioni di italiani che vivono lontani dal comune di residenza, quello di voto sia un diritto complicato da esercitare. Spesso questi nostri concittadini rinunciano a votare non per disinteresse, ma perché il sistema glielo rende difficile e costoso”.
La vicepresidente M5S ha evidenziato come “garantire il voto fuori sede significherebbe rendere la nostra democrazia più inclusiva, più moderna, più giusta”.
La conclusione dell’intervento è stata particolarmente severa: “Questo decreto non rafforza la democrazia. Ne certifica, purtroppo, la fragilità. Il nostro voto sarà convintamente contrario”.
