Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle ha espresso voto contrario al decreto Bollette attualmente in discussione, definendolo “un provvedimento vuoto e tardivo” che non affronta le cause strutturali del problema energetico italiano.
La deputata Emma Pavanelli, capogruppo M5S in commissione Attività produttive, ha dichiarato che il decreto “non serve a nulla perché non incide sulle cause, non protegge in modo strutturale cittadini e imprese e non previene un’emergenza che rischia di investire il Paese”.
Secondo i dati della Cgia citati dalla parlamentare pentastellata, famiglie e imprese dovranno sostenere un impatto economico superiore ai 15 miliardi di euro a causa dell’aumento dei costi dell’energia e del gas. Particolarmente preoccupante la situazione delle categorie più vulnerabili, che nei prossimi mesi subiranno aumenti superiori all’8 per cento per l’energia elettrica.
L’incremento dei costi energetici avrà ripercussioni su tutti i settori: trasporti, produzione, beni di prima necessità, con conseguenze inevitabili sul bilancio delle famiglie italiane.
Il Movimento 5 Stelle critica duramente l’approccio dell’esecutivo, accusato di “pensare soltanto alle poltrone e ai rimpasti per tirare a campare” invece di affrontare concretamente l’emergenza energetica. La strategia governativa viene definita “un modo di fare politica che continua a inseguire l’emergenza”.
Particolarmente severo il giudizio sulla politica energetica dell’esecutivo, descritto come “un governo che continua a proporre un modello vecchio fatto di fonti fossili, carbone, con qualche sporadico riferimento al solito miraggio del nucleare”.
Il M5S denuncia inoltre che l’Italia sta pagando il prezzo di “una maggioranza che ostacola le fonti di energia rinnovabili e che taglia le risorse alle comunità energetiche”, impedendo una vera transizione verso un sistema energetico più sostenibile e indipendente.
La posizione del Movimento si configura quindi come “un voto contro un decreto inutile, contro una linea politica fallimentare e controproducente” e contro “un governo che, anche davanti a una crisi epocale, sceglie di non scegliere”.
