Di Luca Franceschi
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Le opposizioni hanno richiesto la presenza in aula del ministro dell’Interno per discutere della situazione creatasi intorno al derby della Capitale. L’incertezza sulla data e l’orario della partita ha assunto dimensioni grottesche, con continui cambi e ripensamenti che stanno creando disagi a tutti gli attori coinvolti.
La tensione è emersa chiaramente dalle parole dell’allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, che ieri sera ha dichiarato senza mezzi termini: “Se si gioca domenica alle 12:30 io non vengo”. Una presa di posizione netta che fotografa il malcontento diffuso per la gestione della vicenda.
Anche i tifosi hanno manifestato il loro disappunto. La Curva Sud della Roma ha diffuso un comunicato in cui avverte che, qualora si decidesse per la disputa della partita di lunedì, i gruppi organizzati rimarranno fuori dallo stadio. Una protesta che sottolinea come qualsiasi sia la decisione finale, ci sarà una parte di pubblico che non potrà assistere all’incontro.
Secondo quanto denunciato dal deputato M5S Francesco Silvestri, intervenuto nell’aula di Montecitorio, si tratta di una situazione che poteva essere prevenuta con un anno di anticipo. Le persone si sono stancate di essere trattate come oggetti, senza considerazione per le loro esigenze.
Un tifoso che ha una famiglia ha il diritto di sapere per tempo quando organizzarsi per la trasferta. Questa modalità di organizzazione, che continua a dimenticare le esigenze familiari dei tifosi, sta allontanando sempre più persone dallo sport del calcio.
Il rischio concreto è quello di trasformare un evento straordinario come il derby romano in qualcosa a cui molti non potranno partecipare, vanificando il significato stesso di una partita che appartiene alla storia e alla passione della città.
