Di Luca Franceschi
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Questa mattina l’Isarco scorre tranquillo, luccicando di verde e rivelando la composizione geologica dei sedimenti che trasporta in sospensione. La stazione idrometrica situata all’altezza della cava di ghiaia a Bolzano Sud è attiva da oltre 20 anni e nel corso del tempo è stata ampliata più volte. Come spiega il direttore dei lavori Stefan Ghetta dell’Ufficio Idrologia e dighe presso l’Agenzia per la Protezione civile, due anni fa sono stati avviati i lavori di ampliamento della stazione idrometrica e un anno dopo è stato realizzato il punto informativo sulla sponda opposta del fiume.
Ventitré anni fa la stazione rilevava esclusivamente il livello e la temperatura dell’acqua. L’impianto è stato completato gradualmente nel corso dei decenni; nel 2009 è stato realizzato il primo intervento significativo con l’ampliamento del locale idrometrico per ospitare una teleferica idrometrica destinata alle misurazioni di portata. Dal 2017 viene inoltre monitorato anche il trasporto di sedimenti in sospensione, un indicatore importante dello stato e della dinamica dei corsi d’acqua, strettamente legato alle condizioni ambientali, alla qualità ecologica del torrente, all’uso del suolo e alle misure di protezione dalle piene.
Attualmente la concentrazione di sedimenti sospesi nell’Isarco è di 10 milligrammi per litro; in caso di piena può salire a oltre 40.000 milligrammi per litro. I valori vengono rilevati in modo indiretto tramite un sensore ottico installato nell’alveo del fiume. Per confrontare questa misura indiretta con la concentrazione reale, presso la stazione vengono prelevati automaticamente campioni d’acqua, che vengono analizzati dal Laboratorio provinciale Analisi acque e cromatografia.
Con i continui ampliamenti, lo spazio all’interno della cabina non era più sufficiente; inoltre erano necessari interventi straordinari di manutenzione sulla struttura portante della cabina e sulla teleferica. Grazie ai fondi del Fondo europeo di sviluppo regionale è stato possibile rinnovare completamente la stazione secondo i più moderni standard di monitoraggio fluviale.
Sulla riva orografica destra del fiume è stato realizzato un punto informativo lungo la pista ciclabile, dotato di una piccola area di sosta, che invita a osservare e riflettere sulla storia del territorio. Qui si apprende che l’Isarco, per bacino idrografico e portata, è significativamente più grande dell’Adige. A partire dal 1763, la confluenza tra i due fiumi è stata gradualmente spostata verso sud e sono stati costruiti muri di separazione per evitare fenomeni di rigurgito. Nel catasto storico del 1858 è documentato l’avanzamento delle opere di regolazione del fiume: la stretta fascia tra Isarco e Adige non era più un bosco ripariale, ma veniva già utilizzata economicamente.
Oggi l’Isarco continua a scorrere tranquillo. Anche grazie alla gestione delle piene, resa possibile dai dati provenienti dalla stazione idrometrica rinnovata e dalle informazioni che essa fornisce costantemente agli enti preposti al monitoraggio e alla tutela del corso d’acqua.

