Di Luca Franceschi
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Il Giudice dell’udienza preliminare di Roma ha emesso una decisione che chiude definitivamente le polemiche sulle forniture di mascherine cinesi durante la pandemia. La magistratura ha disposto il proscioglimento dalle accuse di frode nelle pubbliche forniture, falso e abuso d’ufficio di Antonio Fabbrocini, che durante l’emergenza sanitaria ricopriva il ruolo di responsabile unico del procedimento nella struttura commissariale.
La decisione del tribunale ha coinvolto anche tutti i mediatori italiani della compravendita, che sono stati prosciolti da ogni accusa. Questo provvedimento giudiziario si aggiunge all’archiviazione di tutti i procedimenti legati al caso e al proscioglimento del Commissario straordinario Arcuri.
Alfonso Colucci, Capogruppo del Movimento 5 Stelle nella Commissione d’inchiesta sul Covid, ha definito la sentenza come l’ennesima smentita alle teorie avanzate dalla maggioranza di governo, in particolare da Fratelli d’Italia, riguardo alla cosiddetta “maxi commessa” da oltre un miliardo di euro per l’acquisto di dispositivi di protezione dalla Cina.
Secondo il parlamentare pentastellato, le accuse erano già state ampiamente confutate per quanto riguarda la regolarità dei dispositivi forniti, il loro costo e la validità dei controlli effettuati dagli uffici competenti. La decisione della magistratura rappresenterebbe quindi un’ulteriore conferma dell’infondatezza di quelle che vengono definite “teorie del complotto”.
Colucci ha annunciato che, alla luce di questa sentenza definitiva, eventuali future dichiarazioni diffamatorie potrebbero essere oggetto di querela da parte dei soggetti coinvolti nella vicenda. Il rappresentante del M5S ha inoltre sottolineato come, cadute le accuse, rimanga il lavoro svolto da un gruppo di funzionari pubblici che si sono impegnati con dedizione durante il periodo più critico dell’emergenza sanitaria.
Il comunicato si conclude con un ringraziamento rivolto a coloro che hanno operato nella gestione dell’emergenza, riconoscendo loro l’impegno, la professionalità e la correttezza dimostrati nel momento più drammatico della storia repubblicana italiana.
