Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Anna Laura Orrico ha lanciato pesanti accuse al ministro della Cultura Alessandro Giuli durante il question time parlamentare, denunciando una gestione disastrosa delle politiche cinematografiche del governo.
“Avremmo voluto sentire ben altre parole da Giuli”, ha dichiarato la parlamentare pentastellata, sottolineando come l’esecutivo abbia completamente sbagliato approccio nel settore del cinema, creando confusione e alimentando una crisi reale che ha spinto imprese e lavoratori alla protesta.
Le critiche si concentrano in particolare sul sistema del tax credit, che secondo Orrico privilegia le grandi produzioni straniere a discapito dei piccoli produttori indipendenti italiani, penalizzando così la creatività e l’industria cinematografica nazionale.
La deputata ha inoltre denunciato i tagli al Fondo cinema e una cattiva gestione delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinate al settore culturale.
Cinecittà è diventata il simbolo di questa deriva secondo l’esponente M5S, che ha evidenziato come gli storici studi cinematografici siano ora caratterizzati da scandali, logiche clientelari e lavoratori sempre più preoccupati per il loro futuro, con il rischio concreto che tra un mese si fermi tutto.
Particolare attenzione è stata rivolta alla situazione delle maestranze, che secondo Orrico rappresentano il vero cuore del settore cinematografico e meriterebbero di essere celebrate sui red carpet. Questi professionisti aspettano ancora tutele adeguate e il rinnovo di un contratto collettivo fermo da decenni.
La parlamentare ha anche evidenziato come il cinema italiano stia perdendo visibilità nei grandi festival internazionali, da Berlino a Cannes, compromettendo così la presenza culturale del paese sui palcoscenici mondiali.
Di fronte agli annunci di nuove risorse da parte del ministro Giuli, Orrico ha chiesto prima di tutto delle scuse formali ai lavoratori del cinema, sostenendo che solo dopo questo gesto le parole del governo potrebbero acquisire un minimo di credibilità presso la categoria.
