(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Le nuove regole per la formazione della graduatoria nazionale di medicina sono ancora una volta una toppa con cui Anna Maria Bernini prova a mettere ordine a un disastro che invece certifica una cosa sola: il semestre filtro è stato un fallimento clamoroso.
Doveva sostituire il test e rendere l’accesso più equo e meritocratico: si è trasformato in mesi buttati, regole cambiate in corsa e studenti lasciati nel caos più totale.
Ci troviamo davanti a un sistema diviso in nove sezioni, con punteggi che sembrano usciti da una tombola in cui le cartelle sono quasi sempre perdenti.
Un rebus incomprensibile che rende impossibile capire criteri, merito e prospettive reali.
Questo pasticcio non solo non risolve nulla, ma spalanca le porte ai ricorsi.
Cambiare i criteri di ammissione dopo che gli esami sono stati sostenuti è il modo migliore per riempire tribunali e scaricare i costi, ancora una volta, sugli studenti e sugli atenei.
Nel frattempo, mentre il sistema pubblico affonda nella confusione, qualcuno sta brindando e non per il prossimo Capodanno.
Le università private, non soggette al semestre filtro, incassano il regalo più grande, accogliendo gli studenti espulsi dal semestre filtro.
Questa non è una riforma.
È la certificazione di un caos annunciato, di un semestre filtro fallito e di una gestione improvvisata che ha prodotto solo incertezza, disuguaglianze e un enorme favore al privato.
Una toppa peggiore del buco”.
Così il capogruppo M5S in commissione cultura alla Camera Antonio Caso.
