Di Luca Franceschi
///
La senatrice del M5S e vicepresidente del Senato Mariolina Castellone ha duramente criticato il decreto carburanti del governo, definendolo “un intervento in colpevole ritardo, costruito a misura di calendario elettorale”.
Secondo Castellone, la tempistica dell’intervento risulta particolarmente discutibile: dopo aver incrementato le accise sul gasolio a gennaio, con una prospettiva di incassi per il 2026 stimati tra 500 e 600 milioni di euro, l’esecutivo ha lasciato famiglie e imprese da sole per quasi venti giorni di fronte all’impennata dei prezzi dei carburanti.
Il governo ha poi presentato il decreto a poche ore dal voto referendario, prevedendo un taglio delle accise per una cifra analoga ai 500-600 milioni precedentemente aumentati, ma limitato a soli venti giorni. “La sequenza è imbarazzante”, ha sottolineato la senatrice, evidenziando come prima si alzino le tasse e poi si provi ad abbassarle per una manciata di giorni proprio in vista di una consultazione elettorale.
Particolare preoccupazione desta un aspetto che il governo avrebbe scelto deliberatamente di non comunicare. Dalla lettura del testo del decreto emerge infatti che la copertura dell’operazione, per oltre 500 milioni di euro, viene assicurata attraverso tagli lineari ai ministeri.
Il terzo taglio più consistente, pari a 86 milioni di euro, colpisce il Ministero della Salute. “Ottantasei milioni sottratti alla sanità pubblica per finanziare venti giorni di sconto alla pompa”, ha denunciato Castellone, accusando il governo di tagliare la Salute per fare benzina, nonostante faccia della difesa della sanità pubblica una bandiera retorica.
Il Movimento 5 Stelle annuncia che chiederà spiegazioni nelle sedi parlamentari competenti per sapere quali voci di spesa sanitaria verranno compresse e con quali conseguenze per i cittadini.
Castellone ha concluso sottolineando che quello di cui il Paese ha bisogno è un intervento strutturale: taglio permanente delle accise, tassazione degli extraprofitti delle compagnie energetiche e una trattativa a Bruxelles per sospendere il Patto di Stabilità. “Non decreti a scadenza, non tagli lineari alla Salute, non annunci calibrati sul calendario elettorale”, ha precisato, aggiungendo che “gli italiani meritano risposte vere, non venti giorni di sconto”.
