Di Luca Franceschi
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Secondo Marina Sereni, responsabile Salute del Partito Democratico, l’intervento del governo sui carburanti risulta insufficiente e giunge con eccessivo ritardo. L’espressione inglese “Too little, too late” sintetizza perfettamente la critica: troppo poco, troppo tardi. I rincari dei prezzi dei combustibili stanno infatti causando conseguenze drammatiche sia alle famiglie che alle imprese italiane, mentre il taglio deciso dall’esecutivo, limitato a soli venti giorni, produce effetti minimi sulla vita quotidiana dei cittadini.
Lo scenario internazionale complica ulteriormente la situazione. Con il blocco dello Stretto di Hormuz e i danni alle infrastrutture energetiche nella zona del Golfo, le prospettive indicano un peggioramento dei prezzi. Secondo Sereni, a distanza di molti giorni dall’inizio della guerra promossa da Trump e Netanyahu, il governo avrebbe dovuto adottare un approccio ben più strategico e complessivo riguardante il costo dell’energia e dei carburanti.
A destare particolare preoccupazione è il finanziamento del Decreto Carburanti, interamente coperto da tagli lineari sui ministeri. Questa scelta comporta una riduzione anche sulla spesa sanitaria, creando un danno collaterale al sistema sanitario nazionale. La posizione di Sereni è netta: gli italiani non devono farsi carico del costo economico di una guerra che viene definita sbagliata e illegale.
