Di Luca Franceschi
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Il deputato del Movimento 5 Stelle ha espresso perplessità riguardo alla recente decisione della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO di presentare tre candidature per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Immateriale dell’umanità. Pur apprezzando l’iniziativa in sé, emerge una preoccupazione specifica per il progetto dedicato al presepe.
La critica principale riguarda l’apparente esclusione di rappresentanti napoletani dal processo di candidatura, nonostante la tradizione presepiale sia profondamente radicata nella cultura meridionale. Pur riconoscendo il valore dell’iniziativa del Ministro della Cultura Alessandro Giuli nel promuovere l’arte presepiale come patrimonio culturale, si evidenzia il rischio di non coinvolgere adeguatamente le voci che hanno maggiormente contribuito a questa tradizione secolare.
I contributi presentati alla Commissione UNESCO provengono esclusivamente da realtà non partenopee, una circostanza che desta sorpresa considerando i legami indissolubili tra il presepe e Napoli. Sebbene l’origine storica del presepe sia riconducibile a Greccio e all’opera di San Francesco d’Assisi, è nel contesto napoletano che questa tradizione ha trovato la sua massima espressione e sviluppo.
Nel territorio partenopeo, infatti, la tradizione presepiale rappresenta molto più di una semplice rappresentazione natalizia: costituisce un’arte vivente che incarna creatività e spiritualità, tramandandosi di generazione in generazione attraverso maestri artigiani e artisti locali.
L’esclusione di queste realtà territoriali viene considerata una sottovalutazione del valore sociale e storico che il presepe riveste per milioni di persone, non solo in ambito locale ma anche nazionale e internazionale. La tradizione presepiale napoletana, con le sue peculiarità artistiche e culturali uniche, rappresenta infatti un patrimonio di inestimabile valore che merita adeguata rappresentanza.
Per questo motivo, si auspica che nelle prossime fasi del processo di candidatura UNESCO il Ministero adotti un approccio più inclusivo e rappresentativo. L’obiettivo è garantire che ogni aspetto delle ricchezze culturali italiane, particolarmente quelle legate alle tradizioni meridionali, venga adeguatamente valorizzato e celebrato nel contesto internazionale.
