Di Luca Franceschi
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Durante l’evento “Ondate di calore: il cambiamento si governa”, che si è svolto presso il Senato della Repubblica, la senatrice Gabriella Di Girolamo, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Ambiente, ha lanciato un allarme sulla stretta connessione tra crisi climatica e povertà energetica.
Secondo la parlamentare, emergenza climatica e povertà energetica rappresentano due aspetti interconnessi della medesima crisi, fenomeni che si rafforzano reciprocamente. Le conseguenze più pesanti ricadono inevitabilmente sulle categorie più vulnerabili della società.
Il clima sta attraversando una fase critica, caratterizzata da eventi estremi sempre più ricorrenti. Parallelamente, la povertà energetica colpisce milioni di nuclei familiari, trasformandosi in una questione che va oltre l’aspetto meramente economico per diventare un’emergenza sanitaria. Le fasce più esposte sono gli anziani, i bambini e le persone affette da patologie croniche. Questa situazione contribuisce ad accentuare le disparità sociali già presenti nel tessuto sociale.
La senatrice ha sottolineato come sia necessario superare la logica degli interventi straordinari occasionali. Occorrono invece soluzioni di carattere strutturale, capaci di coniugare la transizione verso la sostenibilità ambientale con la tutela della giustizia sociale.
Le proposte avanzate includono il rilancio delle Comunità energetiche rinnovabili, la focalizzazione degli incentivi sull’efficientamento energetico delle abitazioni abitate dalle famiglie più in difficoltà, il potenziamento e la completa automatizzazione del bonus sociale. Inoltre, viene proposta la destinazione permanente degli extraprofitti del settore energetico a un fondo specificamente dedicato alla lotta contro la povertà energetica.
Di Girolamo ha ribadito con forza che il costo della transizione ecologica non può gravare sulle spalle dei cittadini più fragili. È indispensabile costruire una transizione che sia equa, in grado di diminuire contemporaneamente le emissioni inquinanti e le disuguaglianze sociali.
Questi obiettivi non vanno considerati come alternativi o in contrasto tra loro, ma come complementari e interdipendenti. Soltanto una transizione energetica che tenga conto dell’equità sociale potrà rivelarsi sostenibile nel lungo periodo, godendo del sostegno e della partecipazione attiva dei cittadini.
