Di Luca Franceschi
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Il disegno di legge con cui la maggioranza tenta di liberalizzare la caccia non tutela la fauna, ma gli interessi di una lobby. La senatrice del Movimento 5 Stelle Alessandra Maiorino ha espresso dure critiche durante la discussione generale in Aula, sottolineando come fin dal titolo del provvedimento, dove si antepone il concetto di gestione a quello di protezione, che ne diventa vassallo, appaia chiaro l’obiettivo: una gestione interessata, a fini di sfruttamento e di lucro.
Particolarmente grave è il fatto che il testo arrivi addirittura a stabilire che la caccia “concorre alla conservazione della biodiversità e degli ecosistemi”, appropriandosi sfacciatamente delle stesse parole che sono state introdotte negli articoli 9 e 41 della Costituzione. Si tratta di una frode semantica che capovolge la realtà.
Con questo stesso principio, contrario alla logica, si arriverebbe a dire che Erode fu garante dell’infanzia e custode della sovrappopolazione. Il provvedimento privatizza di fatto un bene collettivo come la fauna selvatica, estende tempi e spazi di caccia, indebolisce il ruolo della scienza riducendo ISPRA a semplice organismo da consultare e apre la strada a forme di turismo venatorio senza adeguati controlli.
Il testo liberalizza pratiche crudeli come i richiami vivi, affida il controllo faunistico a soggetti privati armati, come le guardie giurate, e autorizza l’uso di strumenti ottici avanzati per la caccia agli ungulati: ossia cinghiali, daini, cervi, cerbiatti. La senatrice ha ironizzato immaginando “ometti alfa, bisognosi di conferme della propria virilità, armati e bardati fino ai denti come dei Terminator, aggirarsi nei boschi di notte per sparare a Bamby”.
Nel frattempo l’Europa contesta all’Italia numerose violazioni delle direttive ambientali e ci espone al rischio di nuove procedure d’infrazione. Maiorino ha concluso assicurando che il Movimento 5 Stelle continuerà a contrastare con ogni mezzo a disposizione questa legge che nasce per ripagare pochi interessi particolari, scaricandone i costi sull’intera collettività.
