(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Movimento 5 Stelle denuncia la mancata ratifica da parte dell’Italia del Trattato globale sugli oceani, che entrerà in vigore domani. A differenza di 81 Paesi tra cui Francia, Cina e Grecia che hanno già completato l’iter, l’Italia rischia di rimanere esclusa dai primi tavoli decisionali.
“Domani entrerà in vigore il Trattato globale sugli oceani che l’Italia non ha ancora ratificato, a differenza di 81 Paesi tra cui Francia, Cina e Grecia che hanno già fatto la loro parte. È un fatto gravissimo. Rischiamo di restare fuori dalle prime COP, dai tavoli decisionali e dalla definizione delle Aree Marine Protette in alto mare, di perdere peso e credibilità internazionale”, annunciano i parlamentari M5S del comitato Pianeta 2050.
Su questa questione il Movimento presenterà una interrogazione parlamentare. “Vogliamo sapere chi sta bloccando la ratifica, quali sono le responsabilità e quali le tempistiche. I rimpalli burocratici e le inerzie politiche in cui il nostro Paese si trova impantanato sono inaccettabili e dimostrano una chiara responsabilità politica, perché quando c’è la volontà i tempi si accorciano, ma qui è proprio la volontà a mancare”.
I pentastellati sottolineano l’importanza strategica del trattato: “Eppure parliamo di uno strumento essenziale per raggiungere l’obiettivo di proteggere almeno il 30% degli oceani entro il 2030, soprattutto per un Paese come il nostro con oltre 8.000 km di coste e al centro del Mediterraneo”.
Il Movimento ricorda inoltre che “l’accordo sul 30×30 fu firmato dall’Italia quando era ministro dell’Ambiente il nostro Sergio Costa nel governo Conte II, e che fu proprio quel governo a trascinare con sé Spagna, Regno Unito e Grecia. È paradossale che oggi la Grecia ratifichi e l’Italia no”.
La conclusione è un appello diretto al governo: “Il governo non si nasconda dietro alla scusante delle ‘procedure’ e ci dia una risposta su questo”.
