Di Luca Franceschi
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La decisione del tribunale statunitense di sospendere le sanzioni imposte dall’amministrazione Trump nei confronti di Francesca Albanese rappresenta una notizia di grande rilevanza e un segnale di civiltà giuridica e democratica. La relatrice speciale delle Nazioni Unite, che ha svolto il proprio mandato con indipendenza e rigore, era stata colpita da misure intimidatorie che hanno messo in discussione la libertà di espressione e l’autonomia degli organismi internazionali.
Finalmente si intravede una luce in quella che rimane una delle pagine più oscure della democrazia occidentale. Colpire chi denuncia violazioni dei diritti umani equivale a un tentativo di zittire il diritto internazionale stesso.
Permane tuttavia la vergogna del silenzio assordante del Governo italiano, che non ha fatto nulla per tutelare una propria concittadina e rappresentante delle Nazioni Unite. Si tratta di un silenzio grave, incomprensibile e politicamente inaccettabile.
A Francesca Albanese va tutta la solidarietà e il sostegno umano e istituzionale del Movimento 5 Stelle, insieme a un forte abbraccio alla sua famiglia, che in questi mesi ha dovuto affrontare attacchi e pressioni ingiuste.
Difendere Francesca Albanese significa difendere la libertà, il diritto internazionale e il coraggio di chi continua a dare voce alle vittime.
